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Libro "MILLE LIRE AL MESE"

Inviato: giovedì 29 settembre 2011, 18:11
da EL Profe
Ecco, di seguito, una recensione digitale di un libro che ho recentemente acquistato e sto leggendo.
A breve mie considerazioni.

.... mille lire al mese": così imperversava il ritornello-incipit di una famosa canzone degli anni '30, quelli del "consenso" al regime fascista (1).
Il Libro, infatti, sottotitola "Vita quotidiana della famiglia nell'Italia fascista". 340 pagine istruttive e piacevoli, facili a leggersi, trascinati dalla verve espositiva di Gian Franco Vené (2).

Libro a metà tra il reportage ed il saggio, ben scritto, adatto ad un vasto target di Lettori. Ma anche Libro che, mentre soddisferà i più, invoglierà molti ad approfondire. Oggi, dopo che sono trascorsi 60 anni dalla Liberazione e, inoltre, con molti archivi non più secretati, è possibile - e doveroso - riesaminare la storia quotidiana dell'Italiano comune. Quello, appunto, che sognava le "mille lire al mese": lo stesso capitale che, in pochi anni, l'inadeguatezza del fascismo e della monarchia dei signori Savoia avrebbe "garantito" a tutti. Ma con potere d'acquisto nullo!
Frutto tangibile - ma non "assimilabile" della guerra breve per potersi sedere al tavolo dei vincitori con "poche migliaia di morti" (cfr.: Benito Mussolini, maggio 1940).
Nel 1939 - anno della canzone (ottimista e spensierata, come voleva il Minculpop) - la vita, in Italia, appariva tranquilla. La crisi del 1929 era alle spalle, la lira era a "quota 100" rispetto alla sterlina, l'Impero era riapparso "sui colli fatali di Roma" (1936), ecc.
E l'Istituto Luce, ad ogni proiezione cinematografica (sempre secondo Minculpop, attento "censore" di CineCittà) - i cinema erano, allora, sempre stracolmi di spettatori - inneggiava agli innumerevoli successi del Duce: ogni proposito .... un centro. Oggi, finalmente, sono visionabili - anche online - gli archivi di questa cinematografia "documentaristica": www.luce.it o www.cinecitta.it. E, stavolta, vi si possono trovare anche i "tagli" censori: per un Mussolini non marziale, ecc. ecc.

Ciò premesso, seguiamo il percorso letterario-documentario di G. Vené e scopriamo come si viveva, realmente, nell'Italia monarco-fascista degli anni '30.
Premetto, per maggior chiarezza, alcune cifre corrispondenti agli acquisti delle famiglie, allora: affitto mensile di una casa (borghese), £. 200/300; pane, £. 2 al chilo, carne bovina da £. 9/Kg in su; .... (3).
Ma lo stridìo era ancora più acuto ed evidente se si considerano le paghe medie delle varie categorie di lavoratori: ne escono ben 3 Italie, per ceti (oltre alla storica dicotomia economica tra nord e sud). Ecco i dati:
- braccianti, salariati agricoli, manovali: £. 300 al mese;
- operai specializzati: da 300 a 600 lire al mese;
- impiegati: da 600 a £. 1000/1300.
Fatto 1000 lo stipendio di un impiegato, 500 quello di un operaio e 300 (sic!) quello dei braccianti ed affini, ne risulta che un impiegato percepiva, mediamente (e per difetto) il doppio di un operaio ed oltre il triplo di un bracciante. Ogni mese!
L'Autore, argutamente, "descrive" la vita quotidiana della famiglia-media nell'Italia di 75 - 65 anni fa dividendola in un prologo (prima dell'alba) ed in 4 scansioni temporali: il mattino, il pranzo della domenica, il pomeriggio, la sera.
La chiusura, almeno quella letteraria, è affidata ad un breve ma incisivo "prologo": titolo, .... "verso un brusco risveglio".
Segue, per chi voglia approfondire, una pregevole - seppur sintetica - bibliografia alternativa.
Dopo il "prologo", dedicato alla coraggiosa partenza- da Milano - in vagone letto del signor B. Mussolini (29 ottobre 1922) con destinazione Roma, .... eccoci alla quotidianità dei cittadini/sudditi (i c.dd. "regnicoli" dell'ancora formalmente vigente Statuto Albertino), ora dopo ora. Dal risveglio all'operosità, dalla pausa meridiana (e, in particolare, della "santa" domenica) al termine ufficiale della giornata lavorativa. Indi, in famiglia per cena e riposo. Per ricominciare operosamente, per la "economia nazionale", il giorno dopo.
Difficile estrapolare parti, citazioni e/o aneddoti; da evidenziare a chi vorrà leggere questa opinione. Pertanto preferisco porre l'accento su due degli aspetti - per me - strutturali del Libro:
- la unicità della domenica, come unico momento "sottratto" alle regole collettive del regime. Ma spazio "affidato" alla Chiesa concordataria (11 febbraio 1929), detentrice del "titolo" di istituzione rappresentante la - sic!- religione di Stato;
- gli "svaghi" serali, secondo tipologia dei cittadini. La radio di Stato (EIAR) per le famiglie almeno medie; le "case chiuse"; i cinematografi.

Dice, in copertina, lo stesso Autore G. Venè: "Mani in prima, mani in seconda" ordinavano i maestri ai bambini delle elementari. I capistazione fischiavano la partenza dei treni e i treni osservavano orari dalla puntualità leggendaria. ......
Buona lettura e riflessione: perchè la puntualità ferroviaria, pur positiva, non è sinonimo nè componente di una democrazia.

Note:
(1) nel 1939 era di moda "Mille lire al mese", cantata da Gilberto Mazzi.
".................
Se potessi avere mille lire al mese
senza esagerare, sarei certo di trovar
tutta la felicità.
.................. (fonte: www.italianissima.net/testi/millelir.htm)

(2) vedi su www.edit.it
Gianfranco Vené, "Mille lire al mese", edit. Mondadori, collana Oscar Betsellers, anno 1994, pagg. 340. Costo, €. 7,23 .
(3) domestica £. 70/80 al mese; 12 uova £. 5,50; latte £. 1,20 al litro; patate £. 0,65/Kg; zucchero £. 6,50 al chilo; caffè £. 32 al chilo; sigerette (prezzo medio) £. 1,70 ogni 10; abito invernale da uomo ... £. 235,00; scarpe da uomo da £. 30 in su (fonte: il Libro oggetto dell'opinione).
N.B.: si tratta di prezzi medidal 1931 al 1940 (dopo il 1936-37 i prezzi si impennano - non gli stipendi! Negli anni precedenti 1931-1935, invece, i prezzi avevano subito - come gli stipendi - un calo medio dal 10 al 20%).

Re: Libro "MILLE LIRE AL MESE"

Inviato: venerdì 30 settembre 2011, 19:13
da Jamsus
Need time!

Per dare una mano a mio fratello con la tesina mi son fatto una cultura del "Calcio nel periodo fascista", c'è delle perle uniche :D