Intrigo a Berlino

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Intrigo a Berlino

Messaggio da EL Profe » venerdì 16 marzo 2007, 12:05

E' questa l'ultima opera nata dal sodalizio artistico tra il regista Steven Soderbergh (Sesso bugie e videotape, Solaris, Ocean's Eleven e Ocean's Twelve) e l'attore George Clooney.

Intrigo a Berlino si apre pochi mesi dopo la fine della guerra in Europa, nel luglio del 1945, alla vigilia del vertice di Potsdam fra Truman, Churchill e Stalin, vincitori del conflitto. La città che fa da sfondo a questa torbida storia è proprio la Berlino divisa in quattro zone di influenza, rispettivamente statunitense, francese, inglese (che poi si uniranno a formare la Berlino ovest) e sovietica, preludio alla divisione in due della città e della Germania, sospesa fino all'89 tra l'occidente capitalista e l'universo comunista. Il film è stato girato così come lo si sarebbe potuto girare nel 1945. Stesse macchine da presa, stessi mezzi di illuminazione, stesse condizioni di registrazione del suono, stesso bianco e nero ed una cura maniacale per i dettagli di ricostruzione scenica.

Soderbergh non riesce mai a far appassionare alla vicenda perché propone un intreccio già visto nei classici ma che nelle opere del passato può essere accettato e condurre a una partecipazione attiva anche lo spettatore di oggi. Qui invece si resta freddamente ammirati dinanzi alle citazioni (compresa quella finale decisamente eccessiva e notevolmente sfruttata con esiti migliori nel passato più o meno recente) ma non si va oltre.

Clooney è forse stato attratto dalla realizzazione di questa pellicola per aver la possibilità di misurarsi da vicino con gli attori del cinema classico a cui la critica spesso lo accosta. Sulla carta l'occasione era di quelle da non perdere.

Sono, a mio giudizio, interessanti alcuni temi dibattuti nel film:
Il rapporto fra lecito ed illecito che si scatena a cavallo della conclusione dei conflitti ed i rapporti che le due parti in guerra hanno con alcuni personaggi geniali (tecnici, scienziati, etc.).
Colui che combatte i Mostri deve fare attenzione perchè potrebbe egli stesso diventarlo.
E se si getta uno sguardo sull'Abisso per lungo tempo, l'Abisso getterà lo sguardo su di noi.
F.W.Nietzsche

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