I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

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I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » mercoledì 15 gennaio 2020, 21:50

Il buon Brogi nella sua cecità di visioni e incapacità di realizzare l'orrendo quadro intessuto dai Grandi Antichi mi ha dato quest'idea e io - da umile servo degli Dei che già furono antichi quando il Mondo era nuovo - canterò qui nella lingua delle donne e degli uomini la storia di questa campagna.

E' una storia di morte, vita, passioni, amore, follia...e caos.

Bene via, la stronzata l'ho detta. Passiamo alla ciccia (DHN).


I fatti

Nel 1920, in pieno biennio rosso, un annoiato possidente terriero di nome Evandro Cellini va a spasso un po' per tutta Italia a spendere soldi e ammazzare il tempo come meglio può. Conosce nei suoi viaggi un po' di persone e decide di giocare a questi uno scherzo ricreando il più classico dei cliché dell'orrore: la casa stregata che andrà in eredita a chiunque sia tanto coraggioso da trascorrerci una serata.

Evandro Cellini assume come complici un rinomato creatore di effetti visivi per il cinema, Maico Morellini e il notaio di fiducia, Severo Maccari. Insieme a questi due figuri comincia a mettere su lo scherzo allestendo una stanza con tubi in grado di fargli sentire le voci dei suoi ospiti e godere il suo scherzo.

Dietro la casa, da progetto dello scherzo, Evandro doveva preparare un cerchio rituale con tanto di candela.

In questo momento entra in scena una figura che fino ad ora era persa chissà dove nei meandri del cosmo e delle dimensioni, che tuttavia ha sempre un occhio di riguardo per la razza umana: Nyarlathotep.

Sotto lo sguardo del messaggero degli Antichi Dei capita Cellini intento a fare quel cerchio rituale: vi si materializza dentro e porta via con sé il Cellini, lasciando però la sua essenza in qualche modo ancorata in quel cerchio, nella più rigida tradizione della ritualistica umana.

Il giorno dopo, all'alba della festa, l'assistente del notaio Maccari trova il cerchio, lo intacca maldestramente col piede con un po' di curiosità e questo episodio permette all'essenza di Nyarlathotep di prendere il controllo del corpo dell'uomo.

Come ai tempi del mito e del Pomo della Discordia, Nyarlathotep sotto sembianze umane mette in piedi un "gioco" che coinvolge altre cinque divinità del pantheon dei Miti: Shudde M'ell, Ithaqua, Yig, Athlac-Nacha e Tsathoggua.
Per ognuna di queste Nyarlathotep sceglie un "campione": una sorta di grande sacerdote della divinità di cui si fa vicario incaricato di manifestare sulla Terra i voleri del Grande Antico che gli è patrono.

Gli eletti sono una facoltosa vedova (Athlac-Nacha), una ragazza con poteri paranormali mentali (Ithaqua), un ricco farmacista di Siena appassionato d'occulto e alchimia (Yig), un imprenditore minerario (Shudde M'ell), un promettente e giovane prete, futuro dirigente di un centro di igiene mentale (Tsathoggua).

Chi riuscirà di questi campioni a prevalere sugli altri in questa blasfema competizione avrà un premio: una manifestazione del dio di cui egli è stato l'artefice. Il vincitore sarà il creatore di un nuovo aspetto di una divinità, scriverà una nuova pagina dei Miti di Cthulhu.

Ora però è il momento di passare alla storia del primo live di campagna...

01. Le volontà (Il Testamento di Evandro Cellini)

Nome di lavorazione: MMM (Mystery Mansion of Madness)
Sacramento: l'Estrema Unzione

Ricevuto il telegramma che riporta la morte di Evandro Cellini e insieme ad esso l'invito alla lettura del testamento in quanto eredi designati, i nostri intrepidi Investigatori arrivano alla residenza di Evandro Cellini accolti da un pittoresco maitre, che altro non è che Morellini sotto mentite spoglie e il suo staff di camerieri composto da Adelchi Innocenti, i nobili Carlo Maria degli Odescalchi e Abigail Smythe (costretti a prendere parte alla farsa in quanto subissati da debiti), il pittore Filippo D'Egidio inviato lì da un losco figuro legato in chissà quale modo alla cricca di criminali amici di Morellini e che si spaccia per un santone e il bandito Andrea Balestri, malvivente di professione amante della bicicletta e membro della banda di Sante Pollastri.

Nell'attesa che i partecipanti all'appuntamento arrivassero, i falsi camerieri prepararono una serie di scherzi e trappole in tutta la casa: costumi da uomo lupo, messaggi inquietanti, macchie di sangue finto, possessioni diaboliche e chi più ne ha più ne metta! Morellini addirittura fece sfoggio delle sue abilità di proiezionista e usò proiettori e luci per creare l'illusione di un fantasma.

Tuttavia, sebbene sotto la docile apparenza dell'assistente del Notaio, Nyarlathotep era ancora lì e gli scherzi cominciarono ad essere...sempre più realistici, sempre più veri. Dapprima Morellini era fiero di quanto bene rendessero i suoi effetti speciali e in seguito ne fu terrorizzato e come lui tutti i camerieri e tutti i partecipanti alla lettura del testamento.

Il messaggero degli Dei conosce la storia delle colline che circondano la casa e fa rivivere agli ospiti il dramma di Amata e donna ingiustamente bruciata sul rogo perché accusata di stregoneria insieme alle sue sorelle. Nyarlathotep assume la forma di Amata e si presenta davanti alla porta di casa divorato dalle fiamme e dalle cicatrici assumendo la forma dello Scorticato. La vista dell'orrore e il potere delle sue urla fanno svenire gli Investigatori, che all'apertura degli occhi finiscono per ritrovarsi in dimensioni oniriche dove vengono sottoposti a prove crudeli simili quanto mai a preghiere e rituali da una serie di individui sadici e loschi: ognuno di quegli individui era infatti una maschera di Nyarlathotep patrocinante le varie divinità.

Il giorno successivo gli Investigatori si raccontano i sogni. I cinque campioni eletti, anch'essi presenti alla festa raccontano invece di aver avuto un altro sogno che li vedeva impegnati in una sorta di sinistra gara orientata al raggiungamento di oscuri troni.

L'assistente del notaio, unico a non aver sognato in quanto ospite di Nyarlathotep, si prende in disparte in una stanza i cinque campioni e parla a tutti loro svelandogli quello che è il gioco e le sue regole*.

Si scopre nel mentre che Evandro Cellini è sparito e che tutto era uno scherzo, ma ora più che mai c'è la sensazione che nelle campagne d'Arezzo sia successo qualcosa di ben più inquietante...

(sì, se aveste origliato nella stanza dove s'era messo il buon Giova insieme agli altri avreste sentito tutto già dal primo live)
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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » mercoledì 15 gennaio 2020, 22:14

02. Incubo di una notte di inizio estate

Nome di lavorazione: Shakespeare in Lovecraft
Sacramento: l'Ordinazione

Maggio 1920: sono brutti giorni per il notaio Severo Maccari, cominciano a piovere denunce e addirittura richieste di affrontarsi in duello: lo scherzo a cui ha partecipato ha macchiato infatti l'onore di un militare e costretto gli ignari Investigatori nella maggior parte dei casi a farsi un bel po' di strada per arrivare fino ad Arezzo.

Nel tentativo di lavare l'onta di vergogna di cui s'è macchiato Maccari, questo invita gli Investigatori conosciuti pochi mesi prima ad una festa in Maschera organizzata in una bella villetta bucolica del casentino.
Alla festa viene premiata la maschera più bella e viene dato un premio sulla falsariga del "cucchiaio di legno" del Rugby alla maschera più brutta.

Nyarlathotep è certo più che mai di seguire da vicino gli sviluppi del suo gioco e trasferisce la sua essenza dentro una delle cameriere della festa. Onde cercare di velocizzare le operazioni della competizione nello stabilire il vincitore, Nyarlathotep decide di eliminare dal suo gioco la divinità il cui "sognatore" vince per la maschera più bella e quella il cui "sognatore" viene premiato col cucchiaio di legno.

Vi ricordate no lo scorso live? Parlammo dei sogni fatti alla lettura del testamento da vari gruppi di Investigatori? Ecco. Immaginatevi gli investigatori come "fedeli" di una certa divinità o se preferite "ultras" di quella squadra :D (nel mentre non vi dico quante investigazioni infralive abbiamo ricevuto. Bellissimo!).

Alla festa le maschere votate come più bella e più brutta causano l'espulsione dalla competizione dell'imprenditore minerario (Shudde M'ell) e della ragazza con poteri paranormali (Ithaqua).

Sempre in una vetrina del Maccari sono custodite le maschere vincitrici delle edizioni passate della festa, tra questa c'è una maschera di uno sciamano dell'Africa Nera facente parte di una tribu etiope adoratori di Nyarlathotep: la tribù della Lingua Scarlatta (ma di questo, Maccari, sa una ricca sega).

Tuttavia, c'è qualcuno che sa che quell'artefatto è caro a Nyarlathotep presenziano alla festa Agostina Mancini e Ganimede Giuliani, cultisti facenti parte dell'Ordine dei Cavalieri della Saggezza Stellare: circolo esclusivo di ricchi affaristi con la passione per l'occulto che da poco ha mosso dei primi - timidissimi - passi nel buio ignoto dei Miti di Cthulhu.

L'avido e impacciato Ganimede Giuliani prende la maschera durante la festa e ha l'ardore di indossarla. Nyarlathotep, già presente in forma di cameriera, mette la sua firma sulla serata e fornisce a Ganimede i poteri mistici di uno sciamano, permettendogli di evocare una schiera di guerrieri di cenere in grado di risorgere dalla morte e determinati a collezionare i cuori degli Investigatori presenti, al fine di permettere allo sciamano di sopraffare completamente Ganimede e tornare così a camminare tra i vivi!

In una notte di scontri e tafferugli, gli investigatori conoscono la follia di Agostina Mancini che costringe i poveretti a una serie di prove sadiche in cambio di conoscenza, arrivando addirittura a banchettare con carne umana di fronte a loro. Gli Investigatori fronteggiano l'orrore mantenendo i nervi saldi eppure le prime increspature nell'ordinario cominciano a vedersi: Zeno Farnese (PG di Beppe) vede mancarsi l'affetto dell'assistente Anita per la quale nutre un amore mai confessato, Augusto Piccolomini (PG di Fineschi) mette insieme una fetta consistente di conoscenza e non la condivide coi compagni di sventura, causando perdite e ferite inutili che il dottor Zeno fa fatica a curare...

Scongiurato il rituale dello sciamano, gli Investigatori vedono di nuovo l'Alba ma è un flebile momento di pace: cadaveri col torace sfondato circondano la residenza, i partecipanti sono ridotti male e i carabinieri non ci metteranno molto a portare in galera tutti.

In tutto il trambusto, Agostina Mancini riesce a fuggire con la maschera sotto mano...

E pensare che quando la festa era tranquilla e ci si divertiva, un giovane Carabiniere (PG di Manconi) Riccardo Mugnai, chiede alla timida Ambra Luperini (PG di Asia - ossessionata dall'essere arrivata a vent'anni senza aver trovato marito) la mano. Ambra accetta di sposare Riccardo e i due annunciano in pompa magna il matrimonio.

Bell'evento. Davvero bell'evento.
Ne parleremo nel prossimo live...
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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » mercoledì 15 gennaio 2020, 22:51

03. San Sebastiano in Loreo

Nome di lavorazione: ve lo svelerà il buon Pol presto...
Sacramento: il Matrimonio


I carabinieri interrogano i giocatori e li sbattono dietro le sbarre quanto basta per capire la loro innocenza. Un pezzo grosso della Prefettura decide di far rilasciare gli Investigatori (indovinate chi era quest'uomo? Ecco. Non un uomo) e questi tornano alle loro vite. Del massacro della festa del notaio Maccari i giornali parleranno per molto a lungo...

Riccardo e Ambra hanno deciso di sposarsi, ma stranamente non trovano nessuno disposto a celebrare il matrimonio.
Fortuna tuttavia vuole che una misteriosa benefattrice della modesta zia di Ambra Luperini (la benefattrice è la campionessa di Athlac-Nacha) fornisca agli sposi una clamorosa indiscrezione: c'è un eremo nel Polesine dedicato a San Sebastiano, santo che ha vissuto prima della propria morte un lungo e straziante martirio (tanto che Pupi Avati ne parla ne "La casa delle finestre che ridono", che se non avete visto dovete morire gonfi. S'è chiamato l'eremo così per questo film). L'eremo è gestito da un ordine di frati attaccato al Signore quanto al quattrino: i domenicani.

Ambra e Riccardo, allietati dalla possibilità di sposarsi organizzano il loro matrimonio nel basso Veneto, in un luogo chiamato Loreo...

Ora arriva il dolore: il gioco di Nyarlathotep entra in fase calda e i contendenti sono solo tre.
Per ognuno di essi, la regola è chiara: crearsi un'occasione per impressionare Nyarlathotep col compimento di un rituale, un'offerta od altro - questo a patto che gli altri contendenti non abbiano qualcosa in contrario da dire: il potere di un dio fa gola a molti e i campioni di Yig e Tsathoggua ce la mettono tutta per boicottare il piano della campionessa di Athlac-Nacha, arrivando in questo caso a riuscirci.

All'arrivo all'eremo di San Sebastiano, gli Investigatori apprendono che il luogo è benedetto dalla reliquia della testa del Santo, che dà non solo il nome all'eremo ma è il centro nevralgico delle funzioni religiose dei frati in quanto in grado di secernere un liquido che è alla stregua di una cura miracolosa. C'è tuttavia un altro problema: l'anziano frate del convento è vittima di una malattia che lo costringe a letto e all'arrivo degli Investigatori sembra che sia impossibile celebrare il matrimonio.

Si scoprirà che tale malattia altro non è che un avvelenamento dipendente dalla contaminazione del pozzo del convento, avvenuta per mezzo di uno sgherro al soldo del campione di Yig (questo sgherro doveva essere un PG e ci dette pacco per il freddo dieci minuti prima dell'inizio del live. Sì. Sappiamo cosa state pensando. Noi le dicemmo. Tante. Tantissime).

Durante una prima movimentata serata, Zeno Farnese insieme a vari aiutanti mette a punto un antidoto per l'avvelenamento del pozzo, riuscendo così a scongiurare il pericolo di morte. Fuori dall'eremo però, Terzilio Colli (PG del Magnelli) fa una scoperta inquietante e trova sotterrato un ragno grande quanto un bambino. Dagli anelli sulle zampe capisce che il ragno ha appena fatto una muta. Messi al corrente i compagni di disavventura di questa scoperta inquietante, gli Investigatori apprendono che il posto è stato sconsacrato: la reliquia miracolosa è stata rubata e pertanto è impossibile celebrare il matrimonio.

E pensare che solo la sera prima, Ambra, Abigail (PG di Lucy) e Riccardo avevano ricevuto la manifestazione della campionessa di Athlac Nacha che dice loro di fare in modo di farsi sposare dal prete anziano e consumare il loro matrimonio: questo avrebbe generato nella coppia un figlio infuso di un potere mistico e pronto per essere dato come offerta a Nyarlathotep dalla campionessa di Athlac-Nacha stessa: ella si sarebbe mostrata abile nella manipolazione delle genti e in grado di indurle a creare una vita da essa benedetta.

Torniamo però a noi: l'antidoto preparato da Farnese e Lello Mascii (PG del Torracchi) cura tutti eccetto il vecchio frate, che sembra non riuscire a svegliarsi dal sonno profondissimo in cui è scivolato. Il vecchio - all'insaputa dei confratelli - è diventato un cultista di Athlac-Nacha e solo il liquido secreto dalla reliquia sarebbe stato in grado di svegliarlo da quel sonno che l'aveva portato - di fatto - ai confini delle terre del Sogno. La medicina umana è da sola in grado di far capire agli Investigatori che il vecchio frate ha poche ore di vita e serve ritrovare la reliquia quanto prima per curarlo.

Durante la giornata, un'errata fiducia in Adelchi Innocenti (PG del Baldini) e Domenico Caetani (PG del Borsatti) fa compiere ad Anita (PG della Claudia) un errore clamoroso e la reliquia rintracciata e poi nascosta perché ritenuta erroneamente maligna e pericolosa, provoca la morte del vecchio frate. Il matrimonio è annullato. La reliquia era stata nascosta dagli uomini di Aldo Eremiti, campione di Tsathoggua.

Con l'umore a terra gli Investigatori cenano insieme preparando a salutarsi e levare le tende da quell'ennesima disavventura, ma ecco che il paesaggio cambia intorno a loro e il vecchio frate si manifesta col corpo mutato da fattezze aracnidi: gli Investigatori hanno varcato a loro insaputa e grazie ai poteri di Athlac-Nacha i confini delle terre del sogno. La dea è adirata dall'accaduto e gli invitati di Ambra e Riccardo rischiano di non uscire più da quell'abisso se non legando le loro esistenze a quelle della Saggia Tessitrice.

Fortuna vuole che Nyarlathotep, presente al matrimonio sotto la pelle di una suora domenicana abbia agito per vie traverse: non può permettere alle Terre del Sogno di reclamare le pedine dei suoi giocatori e si manifesta sotto forma di Trinità di maschere, le stesse maschere con cui si era fatto vivo durante i rituali di iniziazione la notte a casa di Evandro Cellini.

Gli investigatori riescono a svegliarsi e lasciare le terre del sogno, eppure...

...eppure Fiorenzo Siliquini (PNG di Pappalardo), membro dei cavalieri della Saggezza Stellare alla ricerca di Agostina Mancini, sparita dopo la festa in maschera assiste alla manifestazione di una divinità di cui lui ignora il nome limitandosi a chiamarla "Predatore tra le Stelle", arrivando addirittura a varcare insieme ad essa la soglia delle Dreamlands.

Ambra e Riccardo vengono sposati dal frate alla presenza di Abigail damigella d'onore, secondo un rituale diverso da quello cristiano: con fili di ragnatela le loro mani vengono legate e i due si scambiano una promessa d'amore eterno sotto lo sguardo fatto di tanti occhi di Athlac-Nacha.

Da notare come durante la notte nelle Terre del Sogno, cali un'ombra su Adelchi Innocenti: quest'ultimo infatti spara alla schiena di Anita con una pistola a sangue freddo, deciso forse a seguire una strada per la comprensione di tali poteri mistici ben diversa da quella degli altri Investigatori...
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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » giovedì 16 gennaio 2020, 11:52

04. Il Regio Manicomio San Rocco

Nome di Lavorazione: questo ve lo svelerà Pol
Sacramento: la Cresima

Buon 1921!

C’eravamo salutati con un matrimonio “saltato” che poi si è concretizzato: Riccardo e Ambra sono andati a convivere e la normalità per un po’ è tornata nelle esistenze degli Investigatori.

La gara tra i campioni ordita da Nyarlathotep però è ben lungi dall’essere finita ed è il momento di Aldo Eremiti per fare la sua mossa: far sì di portare tutti quegli Investigatori che furono presenti al momento della lettura del testamento e hanno seguito la scia di follia che da lì si è originata e diffusa per feste in maschera e matrimoni.

Aldo Eremiti dalla lettura del testamento di un anno fa non solo è diventato il Campione di Tsathoggua, ma è diventato un uomo di fiducia del Vescovo di Fiesole. La diocesi fiesolana, la più grande della Toscana che si estende dai colli sopra Firenze al Valdarno conta innumerevoli strutture sanitarie dedicate alla cura delle ferite di corpo e spirito, tra queste un manicomio di cui ha avuto la concessione direttamente dal Regno d’Italia: il Regio Manicomio “San Rocco”.
Se già prima circolavano strane voci riguardo questo posto vetusto, ben più retrogrado dei più moderni centri d’igiene mentale di Volterra o ancora del Frenocomio San Michele, ora queste chiacchiere sono diventate conferme: al manicomio San Rocco la pazzia non è vista come una patologia da curare, ma un segno di trasgressione pura dell’internato.
Un’ostentata stravaganza e bestemmia da lenire non tanto attraverso terapia e medicina, bensì con un rigido misto di preghiera e punizioni corporali.

Aldo Eremiti mette mano al portafoglio e fa rapire Investigatrici e Investigatori nel pieno della notte dalle loro case. Arriva addirittura a falsificare atti della questura e riesce a spacciare i detenuti come un manipolo di criminali invischiati in gravi atti verificatisi nell’aretino appena un anno prima (ricordate l’eccidio della festa in maschera? Ecco. Tutte le migliori bugie hanno un fondo di verità).

Il piano del giovane prete per acquisire punti nella competizione ordita da Nyarlathotep è quello di creare una creatura servitrice sfruttando le competenze degli uomini di scienza che ha corrotto, permettendo così la loro iniziazione al culto del divoratore, Tsathoggua.

È un obiettivo ambiziosissimo: Eremiti se lo portasse a termine dimostrerebbe a Nyarlathotep che esistono metodi nuovi per creare razze servitrici e assoggettarle al proprio comando diversi dal compiere rituali evocatori.
È difficile anche per i campioni di Yig e Athlac infastidire Eremiti: il manicomio è di fatto un luogo blindato e i due campioni delle altre divinità disperdono aiuti ai detenuti per mezzo di alcuni fiori con eccezionali proprietà curative o ancora di un detenuto imbavagliato mani e piedi e rinchiuso in isolamento.

Vicino agli occhi degli increduli Investigatori, sottoposti alla somministrazione di farmaci che cancellano progressivamente la loro memoria rendendoli del tutto ignari in merito alla reale durata della loro detenzione e al contempo titubanti su quanto vissuto finora: i dottori al soldo di Eremiti hanno sapientemente catalogato i trascorsi dei pazzi: sanno cos’hanno vissuto e cercano di convincere gli investigatori che la loro frammentaria memoria altro non è che la conseguenza di colloqui avvenuti durante le terapie. La volontà di alcuni, addirittura, viene piegata.
Tra gli internati in manicomio, ci sono due “sorvegliati speciali” da Eremiti: Don Silvano Lupo e Adelchi Innocenti, i quali furono scelti dalla maschera di Nyarlathotep patrocinante Tsathoggua come “servitori”. E questo, Aldo Eremiti, lo sa bene. Così come sa bene che Zeno Farnese, seppur consacrato alla causa di Tsathoggua concretizzò per mezzo di una fitta serie di frequentazione con Adriano de’ Vincenti, campione di Yig, il distacco dalla propria parte per unirsi alle schiere comandate dall’eletto del Padre dei Serpenti.

Tali “sorvegliati speciali” assistono alla breve incursione nel manicomio di Aldo Eremiti, che chiede loro di prendere parte al completamento della creatura e di compiere i suoi voleri. Adelchi Innocenti ormai crede in tutto e per tutto che la risposta al mistero della sparizione di suo fratello sia ottenibile seguendo la strada dei Miti di Cthulhu, quanto all’esorcista…beh quest’ultimo avrebbe letteralmente venduto l’anima al diavolo per uscirsene dal manicomio e andare via di lì.

Silvano e Adelchi agiscono secondo gli ordini del Culto di Tsathoggua, ricevendo addirittura a mo' di cresima il simbolo del culto e arrivano a permettere il "collaudo" della creatura a piena potenza e addirittura gli danno man forte nel compiere quello che è stato il più grande eccidio di Investigatori di questa campagna: potevano farsi gli affari loro osservando il massacro, invece fanno una scelta netta in favore del Culto.
Passa la notte, cadaveri sparsi dovunque e pochi sono i fortunati che riescono a scamparla.
Anita piange il suo Zeno, morto per una fiducia mal concessa. Terzilio giace senza vita, così come Ambra e Riccardo o ancora Andrea Balestri e Aurelio Tremonti (PG di Frizzino), lucchesi di diversa estrazione sociale ma in qualche modo complici: il primo dei due, addirittura, era tra i migliori amici di Adelchi, ma si sa: l’amicizia tra criminali ha il difetto della fragilità.
È fondamentale ricordare che alla fine di questo evento, Adelchi, prima di darsi alla clandestinità risparmia la vita di un Investigatore in particolare: l’antiquario viaggiatore romano di nome Domenico Caetani (PG del Borsatti).
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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » domenica 19 gennaio 2020, 11:57

05. Il Simposio degli Odescalchi

Nome di lavorazione: ormai avrete capito che Pol si diverte a rivelarvi i nomi degli eventi su FB
Sacramento: la Comunione

E così siamo arrivati all'autunno del 1921, mentre in Italia cresce il malcontento per le condizioni sociali in cui tergiversa il paese e le squadracce dei fasci di combattimento cominciano a macchiarsi dei primi crimini, i Nostri Investigatori superstiti al massacro del Manicomio San Rocco sono ormai irrimediabilmente macchiati dalla follia.

Se giusto un anno prima costoro erano rispettabili professionisti o malcapitate vittime di uno scherzo, adesso sono un gruppo di donne e uomini che hanno preso coscienza della forza inspiegabile e primitiva dei Miti di Cthulhu: conoscono nomi di dei e hanno una vaga idea di quale tipo di tiranni si nascondano nei sogni e nell'oscurità siderale.

Tra i superstiti del manicomio, uno in particolare è riuscito a riportare a casa la pellaccia in condizioni indecenti: Carlo Maria degli Odescalchi (PG di Good Year). L'erede del conte Odescalchi si sa, non era certo uno stinco di santo: quel vizietto del gioco già lo metteva in cattiva luce con la famiglia, la detenzione in manicomio non ha giovato a migliorare la sua condizione.

La famiglia Odescalchi al che vuole ridare nuova luce al Suo buon nome e incarica i figli, Carlo e Geraldina di imbastire un evento di beneficenza che si terrà in uno dei loro villini in Toscana. L'evento vedrà un'asta per la raccolta di fondi e una serie di presentazioni di meraviglie di tecnica, scienza e medicina.
Il banditore dell'asta sarà nientepopodimeno che l'amico di Geraldina, Adriano de'Vincenti. Già. Il campione di Yig aveva messo da lungo gli occhi sulla contessa e sceglie per agire i mezzi e la ricchezza della famiglia nobile. Se poi si pensa che Carlo Maria è uno dei "benedetti" di Yig, mettere in atto il suo piano sarà relativamente facile.

Adriano è forse il più razionale e pragmatico dei campioni: sa che per lui sarà difficile far meglio di Eremiti, tant'è che può solo sperare di arrivare al suo livello, poiché pareggiarlo in maestria risulta impossibile. Decide al che di mettere in piedi un complicato rituale per avere qualcosa da offrire non tanto a Nyarlathotep, ma anche a sé stesso: un artefatto leggendario della tradizione alchemica, la Pietra Filosofale.

Il piano di Adriano viene però ostacolato da Eremiti, il quale invia Adelchi e Arturo Lanzani (PG di Francesco Patrizi), ex inserviente del manicomio San Rocco divenuto adoratore di Tsathoggua, a cercare di contrastare la creazione di questa pietra, fornendo loro un rituale in grado di proteggere gli stessi che giusto qualche mese prima tentarono di ammazzare.

La pietra filosofale ha infatti una particolarità: è l'oggetto dei sogni dei cultisti in quanto in grado di immagazzinare una quantità di energia vitale illimitata, potendo assorbire il mana di tanti esseri viventi quanti ci sono in uno spazio ampio, sebbene limitato.

Domenico Caetani, Italo Brachini e lo stesso Carlo Maria degli Odescalchi prendono in mano il processo di creazione della pietra e portano avanti il rituale sotto lo sguardo di un incuriosito Piccolomini, investigatore che più di tutti aveva una vaga intuizione - nella sua follia - del fatto che tutti i presenti alla lettura del falso testamento avrebbero dovuto provare a qualche tiranno cosmico, terrestre o delle terre del Sogno la prova lealtà.

Alla festa, i debitori di Carlo Maria degli Odescalchi bussano alla porta, reclamando parte del villino altrimenti allestito "a tavolo verde di beneficienza" e trasformandolo in una bisca dove si punta forte. Nella bisca tra i vari loschi figuri che la popolano vi sono: Ambrogio Guielmi (PG di Beppe), omone siciliano con un libro inglese (Moby Dick) sottobraccio, una coppia di donne troppo poco amanti della scienza, ma ben più amanti della truffa (PG di Asia e Claudia) e un picciotto violento e tutto sommato acculturato di nome Nunzio (PG di Numero Uno) e un fanatico della violenza, calciante nel tempo libero, ladro e assassino altrimenti (PG del Magnelli).

Piccolomini e Abigail, su un altro fronte, sono intercettati da un emissario della campionessa di Athlac-Nacha che annuncia la sua disfatta nella competizione. Eppure, per orgoglio e prima di cedere, la Saggia Tessitrice vuole concedere a chi l'ha aiutata la possibilità di avere un briciolo della conoscenza che c'è nelle valli del sogno: una risposta ad una qualsiasi domanda.

Quello che succede durante il simposio della scienza si traduce in tre giorni di violenza, morti, vendette, regolamenti di conti, furti e chi più ne ha, più ne metta: appena gli Investigatori si imbattono in Adelchi Innocenti e Lanzani, pagano i sicari inizialmente impiegati solo come uomini della sicurezza della bisca per far ammazzare i vecchi rivali, peraltro riuscendoci.

Caetani, Odescalchi e Brachini riescono a creare la pietra filosofale facendole assorbire tutto il mana dei partecipanti al simposio, facendosi strada tra gli inganni di Adriano de'Vincenti e i suoi uomini serpente, una tribu di questi esseri evocata dallo stesso campione di Yig. Da notare come Adriano abbia drogato Geraldina per farle vedere questi mostri come "comuni umani". Addirittura gli uomini serpente sono in grado di cambiare pelle e spacciarsi per umani...

Piccolomini nel mentre decide di interrompere all'ultimo il rituale di Athlac-Nacha che gli avrebbe fornito la tanto agognata risposta a una qualsiasi domanda, tutto ciò per provare a capire quanto stiano tramando Adriano e i suoi: questa sconsiderata scelta gli costa la vita. Un insegnamento classico che viene dato in tutti i corsi di letteratura, dopotutto, è che "non si scherza con gli dei".

Il sangue di Piccolomini imbratta tutti i muri del villino tra il delirio collettivo, eccezion fatta per il venditore di Proton: maschera adottata da Nyarlathotep per l'occasione.

Altrove...

...i Cavalieri della Saggezza Stellare sono sul punto di ultimare un complicatissimo rituale (ma di questo parleremo, male, poi) per cui sono necessarie tutte le persone che sono state testimoni del bizzarro percorso iniziatico tracciato da Nyarlathotep nel suo gioco: questi saranno elevati alla conoscenza superiore.
Queste persone tuttavia sono state decimate e i cavalieri inviano Fiorenzo Siliquini (ve lo ricordate no? Lo conoscemmo al matrimonio a Loreo) a fare reclutamento tra gli altri partecipanti del simposio, il quale "mette alla prova" tali persone improvvisando l'evocazione di uno spirito maledetto dal dio esterno stesso e mettendo a disposizione degli Investigatori tutte le "armi" per esorcizzarlo...

...inutile dire che va male. Per gli investigatori e per Siliquini, il quale si trova la propria copertura compromessa. In quel momento fa uso dei suoi poteri per scappare e in seguito utilizza la maschera rubata da Agostina alla festa in maschera di Maccari, grazie ai poteri della quale apre un portale verso la residenza dei cavalieri per gli "eletti" dei Cavalieri della Saggezza Stellare.

Quelli che non passano dal portale vengono sequestrati da un gruppo di persone armate fino ai denti.
E' freddo, il tempo è agli sgoccioli e la competizione sembra avere sul gradino più alto del podio due vincitori...
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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » martedì 21 gennaio 2020, 10:19

06. La porta sull'abisso

Nome di lavorazione: è un compito per un uomo: Lo Uomo.
Sacramento: la Confessione

Un piccolo gruppo di investigatori rapito al Simposio degli Odescalchi viene rapito da misteriosi uomini armati. Dopo quasi un giorno di cammino si ritrova prigioniero in una vecchia casa dietro porte ben serrate, dentro la quale ha occasione di ricongiungersi poco felicemente con facce note viste nei precedenti eventi.
Organizzati in camerate, vengono periodicamente prelevati da uomini armati e interrogati su quanto hanno visto e cosa sanno di Fiorenzo Siliquini, Agostina Mancini e rituali visti nelle "puntate precedenti".

Agnese e Olga (PG di Asia e Claudia) cominciano a percepire un odore di bruciato e in un momento immediatamente successivo un malessere che inizia a farle sanguinare da orecchio e naso.
Sebbene questo malessere possa essere scambiato per un'astuta mossa fatta dalle due donne per sfuggire ai rapitori, in realtà è una conseguenza di ciò che le ha proiettate in questa spirale di follia: le due erano infatti assistenti di un bizzarro mago da palcoscenico che le utilizzò per evocare una creatura di un altro mondo (e dimensione). Come nelle migliori storie le due riuscirono a scappare da questa follia ad un prezzo altissimo: dettero alle fiamme il teatro dove avvenne l'evocazione, ma la creatura è rimasta in qualche modo legata alle sue evocatrici e ora si è manifestata nelle immediate prossimità del luogo di detenzione.

La creatura è un errante dimensionale: una razza servitrice potentissima e in grado di acquisire consistenza corporea o meno a seconda della dimensione in cui si trova. L'incendio danneggiò gravemente l'errante, che si manifesta invisibile ma comincia a divorare i carcerieri fuggiti nel cortile per cercare di capire cosa stesse succedendo fuori di casa.

Uno solo dei rapitori si salva e si trova senza pallottole. La situazione peggiora quando si trova costretto a collaborare con gli Investigatori per trovare un modo di salvarsi dalla creatura. Viene inoltre rivelato che la casa in cui si trovano era fino a qualche mese fa un avamposto dei Cavalieri della Saggezza Stellare: setta di cui i rapitori facevano parte, dapprima utile allo scambio di favori e al riciclaggio di denaro più che all'occulto e ora trasformatasi in un gruppo di fanatici adoratori di divinità cosmiche con propositi inenarrabili. I rapitori sono determinati a riprendere tutto ciò che gli ex confratelli gli hanno rubato e hanno rifondato un nuovo ordine che hanno chiamato "Loggia del Crepuscolo d'Argento": il loro rapimento ai danni degli Investigatori è stato fatto perché ritenuti più esperti nelle arti rituali di loro e in qualche modo utili nel comprendere ciò che stanno facendo i Cavalieri al sicuro tra le loro mura.

Gli investigatori dentro la casa trovano i rituali dei Cavalieri della Saggezza Stellare, i quali forniscono gli strumenti per sigillare la porta dell'abitazione con un rituale prima e l'apertura poi un passaggio lontano da quel posto dentro l'abisso: questo secondo rito avviene grazie ad una confessione con la quale gli investigatori mettono nero su bianco su un pezzetto di carta un'ancora, come quella delle navi. Qualcosa che reclami la loro appartenenza alla realtà più che all'abisso. Effettuato il rituale, tuttavia, il rapitore viene ammazzato dalle coltellate di Oliviero Redi (PG del Magnelli) e qualcosa, nel buio, continua a ruggire...

...il sigillo sulla porta ha tenuto lontano l'errante dimensionale, ma adesso quella cosa li ha seguiti nell'abisso ed è pronta a dare la caccia alle sue prede.
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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » venerdì 24 gennaio 2020, 15:57

07. Le ultime verità

Nome di lavorazione: ormai lo sapete, su
Sacramento: il Battesimo

Fuori dalla casa, nel freddo della notte

Il piano della Loggia del Crepuscolo d'Argento è fallito e l'attacco alla casa dei Cavalieri della Saggezza Stellare vede i membri della Loggia ad un terzo delle loro forze. I loro confratelli andati al simposio degli Odescalchi non hanno riportato gli occultisti che avevano promesso e sono tornati con appena due-tre persone anziché decine.

Quest'armata "brancaleonesca" è di facile cattura per i Cavalieri, divenuti ormai stregoni esperti e in grado di controllare la mente dei malcapitati con versi perfetti e rinchiusi dentro un'area della casa adibita a luogo di detenzione.
Tuttavia i rinchiusi sebbene pecchino di conoscenze esoteriche abbondano di ingegno e trovano facilmente il modo di liberarsi.

Nel buio dell'abisso

Un gruppo di persone nel tentativo di fuggire dall'errante dimensionale ha cercato rifugio nell'Abisso, dove troneggia Nodens. Il signore della Caccia non gradisce l'intrusione nel proprio piano dell'errante dimensionale e offre agli Investigatori la possibilità di uscire dal buio che congiunge e separa i mondi attraverso una caccia alla creatura che si sono portati dietro. Stavolta l'errante dimensionale ha una consistenza e sottopone i suoi cacciatori ad una prova ancor più dura.

Assistiti dal Corinzio durante la loro permanenza, gli investigatori Vinta la prova con l'Errante vengono riportati nella realtà, nel momento stesso in cui gli altri sfortunati investigatori rapiti dai Cavalieri riescono a forzare le porte della prigione.


In casa

Il piano dei Cavalieri è chiaro: cercare il vero nome di quel "predatore tra le stelle" che fornisce loro potere. Per farlo mettono in atto un complicato rituale codificato poco tempo fa dal loro gran cerimoniere. L'uomo ha lasciato ad Agostina Mancini, divenuta dopo i fatti della festa Maschera il nuovo Maestro Venerabile dei Cavalieri, le istruzioni per far assumere ad una fonte mistica consistenza fisica: un processo alchemico che vede le energie raccogliersi in un determinato punto, prendere corpo e forma e poter essere finalmente toccate - o, come nel nostro caso - vincolate e interrogate.

Il piano della setta è un rituale lungo dodici ore mirato a far assumere al Predatore tra le Stelle una vera e propria consistenza, dopotutto nella tradizione occulta si sa che conoscere il vero "Unico Nome" di un'entità è uno strumento per comandare tale entità.

I malcapitati sottoposti dall'inizio della campagna al grande gioco di Nyarlathotep vengono presi dai cavalieri e sottoposti ad un'estenuante serie di prove mirate a farli ascendere verso la vera conoscenza, celata ai piani più alti della casa. Tali investigatori sono infatti benedetti dal dio della Follia e vengono invitati in modo piuttosto pragmatico a mettersi una maschera rituale e l'abito dei cultisti. La maschera fa tornare chi la indossa ad un'apparente sanità mentale.

Gli investigatori in casa iniziano il percorso iniziatico dopo qualche difficoltà legata alla morte di Siliquini (fino ad ora interpretato da Pappalardo ma che in un plot twist si scopre essere stato Mainoldi :D ) e capiscono poi che l'apparente "unità" dei cavalieri è una bugia: gli stessi sono piuttosto dubbiosi su quello che stanno facendo, tant'è che uno di loro viene ammazzato a sangue freddo dai confratelli.

Il potere dei cavalieri in termine tanatologico è folle: riescono addirittura ad avere conoscenze per riportare alla vita i morti o ancora varcare la soglia tra questo mondo e l'altro per parlare coi defunti.

===

Il giorno dopo

Mentre fuori succede di tutto: dal baratto di armi (ed esseri umani) con una tribu di zingari accampata in zona, fino alla fuoriuscita dalle tombe di precedenti vittime dei cavalieri come non morti, il piano dei Cavalieri procede spedito. La maschera messa dai cavalieri agli investigatori causa un vero e proprio delirio di onnipotenza: riescono ad avere una conoscenza approfonditissima dei Miti di Cthulhu senza mettere alla prova la propria sanità mentale. Il risultato è la conduzione di rituali in maniera spregiudicata, senza curarsi degli effetti di questi (che si verificano tutti ai danni delle persone fuori).

Da notare come la porta dell'abitazione dei cavalieri sia sigillata per mezzo di una qualche stregoneria e impossibile da aprire o sfondare. E' però un errore stesso degli investigatori dentro che permette ai "colleghi" fuori e armati fino ai denti di entrare: una delle vittime dei cavalieri resuscitata dalla tomba era un grande stregone e fu colui che scoprì per i cavalieri Belzalag, spirito maledetto da Nyarlathotep evocato due giorni prima, al simposio degli Odescalchi, da Fiorenzo Siliquini. Capitanati da Ambrogio Guielmi (PG di Beppe), pieno di rabbia perché ha scoperto che tra le fila dei cavalieri c'è sua figlia, gli Investigatori si macchiano le mani con la blasfemia rituale dei Miti ed evocano Belzalag, il quale sfonda la porta della casa con la sua magia.

Quello che succede è un massacro pari e superiore a quello del manicomio San Rocco: gli Investigatori entrati in casa mietono gli stessi ex compagni di disavventure, senza curarsi minimamente di quello che stavano facendo, mentre i veri responsabili sono abilmente fuggiti grazie ad un portale verso i boschi circostanti per continuare il rituale.

Ambrogio ritrova sua figlia e dà il via ai lavori per toglierle la maschera dei cavalieri, la cui privazione prematura e priva di rito ne avrebbe causato la morte. Per fare ciò coinvolge Gioele (PG di Edoardo) e un gruppo di sparute investigatrici disposte ad aiutarlo. Il tentativo va male e la figlia di Ambrogio muore, lui per tutta risposta si spara alla tempia, togliendosi la vita.

Rassegnati alla compagnia di Agostina Mancini che con un bizzarro gioco di sadismo e risposte evasive riesce a rimanere viva, gli Investigatori brancolano nel buio senza sapere cosa stessero facendo i Cavalieri: chi ha razziato la camera di Agostina non ha messo a disposizione le conoscenze trovate o peggio si è dimenticato, permettendo così al culto di agire indistrubato.

I cultisti fuggiti in precedenza tornano con il frutto della loro arte rituale in un giaciglio. Agostina, fingendo di collaborare con i suoi secondini, pugnala quell'offerta; il tutto a seguito di una violenta sparatoria dove muoiono tutti i Cavalieri. Era un'offerta, era tutto un'offerta e la morte dei cavalieri stessi per mano degli investigatori è stato un confluire delle loro anime verso quel blob informe di materia ospitata nel giaciglio. Agostina, con la sua coltellata, permette a quell'essenza di scendere su questo mondo e materializzarsi.

Dopo qualche minuto, mentre gli investigatori sono intenti a leccarsi le ferite, un redivivo Evandro Cellini bussa alla porta della casa. Allucinato e in grado di curare le ferite degli investigatori con un tocco taumaturgico come quello dei re, annuncia ai presenti di accompagnarlo alla venuta del suo signore, che secondo le pratiche svolte si è manifestato ed è lì: pronto a ricevere tutti gli investigatori e chi li ha accompagnati e ostacolati verso questa discesa verso la follia.

Nyarlathotep si rivela attraverso i suoi aspetti in una chiesa, davanti agli astanti, svelando a tutti loro il suo gioco: chi avrebbe vinto questa competizione tra i campioni avrebbe potuto contribuire alla nascita di un nuovo aspetto delle divinità coinvolte ed essere - di questo aspetto - il primo grande sacerdote.
Il nemico del caos, tuttavia, è l'ordine e in un contesto come questo, di parità tra i benedetti di Yig e quelli di Tsathoggua, nessuno ha vinto.

I piani di Nyarlathotep sono ben lungi tuttavia dall'essere terminati: ringrazia gli investigatori per l'ottimo lavoro e annuncia loro la sua discesa sulla terra. Gli investigatori tornano a casa consci di essere stati gli araldi della venuta del dio del Caos, quello che succederà da ora in poi dipenderà da Noi (tanto) e dai vostri prossimi personaggi.

Vi ricordiamo che la campagna finisce nel dicembre 1921.
Il 28 ottobre 1922 l'Italia vedrà il nascere della dittatura e i totalitarismi cominceranno ad emergere in tutto il mondo.
Cos'ha portato la venuta sulla Terra del Dio del Caos? Semplice: la nuova era degli orrori.

E la vivrete.
Tutta.
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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da -Nemo- » lunedì 27 gennaio 2020, 0:12

È davvero appagante legger tutto questo. Una trama aderente alla storia del mondo reale e per questo epica, complessa ma coerente e, soprattutto, mantenuta tale nelle condizioni di naturale svio "fuori dal seminato" di una campanga di GdR.

Tutto quel che posso fare è esser onorato di averla giocata insieme a tutti voi, Custodi, PG, PNG, logistiche e logistici, compagne e compagni di gioco del Clavisomni.

E non veder l'ora di iniziare la prossima.

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Re: I Sacramenti della Lingua Scarlatta - Racconto della Campagna

Messaggio da Defrel » giovedì 30 gennaio 2020, 16:21

-Nemo- ha scritto:
lunedì 27 gennaio 2020, 0:12
È davvero appagante legger tutto questo. Una trama aderente alla storia del mondo reale e per questo epica, complessa ma coerente e, soprattutto, mantenuta tale nelle condizioni di naturale svio "fuori dal seminato" di una campanga di GdR.

Tutto quel che posso fare è esser onorato di averla giocata insieme a tutti voi, Custodi, PG, PNG, logistiche e logistici, compagne e compagni di gioco del Clavisomni.

E non veder l'ora di iniziare la prossima.
Grazie egregio signore :cheers:
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