di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Discussioni generali riguardo tutto ciò che concerne il live

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Scimmiadrago
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di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da Scimmiadrago » domenica 8 dicembre 2019, 15:20

Ciao ragazzi provo ad aprire le danze.
Una sola parola:
Favoloso.
Sono appena sveglio, ormai vi giuro l’età diventa un fatto importante, ed ora mi trovo a scrivervi dolorante ma felice.
Un gran live…ma che dico uno…3 grandi live!
Siete riusciti a fare l’impossibile, in un unico evento 3 eventi in piccoli gruppi, e si è giocato da 10 perché il Clavisomni rende il suo massimo quando si è pochi!
Sono stato tra i pochi fortunati ad avere la partenza nell’ Abisso, partire subito in media res, calati nell’azione al fulmicotone. :weap6 :weap1
Avevo 35 di Sanità iniziale, ed il mio pg era letteralmente un mostro disposto a qualunque cosa per raggiungere l’obiettivo, sacrificare giovani donne, ammazzare chiunque, perché per lui non c’era redenzione e fondamentalmente non c’era mai stata. :weap6 :weap6 :weap1 :weap1
E quasi tutte le donne al live mi odiavano ormai ...e sapevo che facevano bene.
Per me che di base ci sento a fare l’eroe fare il mostro senza scrupoli è stato difficile, però poi mi sono lasciato andare e via… cercavo sempre una giustificazione al male che facevo... ma che non poteva stare in piedi. Ed alla fine il fallimento nel salvarla ad un passo dal riuscirci, ed averla fondamentalmente uccisa per la smania e la fretta, è stato devastante. Io Beppe non potevo crederci, un senso di vuoto incredibile mi ha pervaso e l’unica cosa giusta da fare era il suicidio, perché alla fine ero solo in grado di uccidere qualunque cosa. Ed alla fine al debrief scoprire che la morte di lei in realtà era la cosa giusta per un bene superiore, mi ha dato un senso di completezza della storia nel suo dramma esistenziale, allora tutto il male che ho fatto alla fine ha avuto un senso. E niente mille Trip, secondo me quando un custode riesce a trasmettere questo ad un pg, ha vinto su tutta la linea perché è riuscito a ricreare un senso di immersione totale. Frustrazione e rabbia erano reali, ed infatti quando siamo entrati a ripulire la casa non me ne fregava di nulla, non sentivo le richieste di pietà, ho ammazzato tutti senza pietà, tirandoli fuori da sotto i letti e dagli armadi, trucidandoli senza pietà, cercavo solo una cosa.
Scene belle ne ho avute tante elencarle tutte è solo un vulgar display of beppe! La campagna è finita e per quel che mi riguarda è andata benissimo permettendomi di giocare due personaggi molto intensi per due aspetti diversi.
MI limito a dire solo due cosine:
1. Forse, ho percepito che per quelli fuori che il sabato di giorno c’era poco da fare per gli “intellettuali”
2. La skill di occulto deve essere in qualche modo cappata o legata da accademica.
Organizziamo qualcosa presto qualcosa da qualche parte per cianare del live!
Baciamo le mani e alla prossima campagna!

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Jamsus
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Re: di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da Jamsus » lunedì 9 dicembre 2019, 9:11

:yo:

Di ritorno da un grande live e da un ottimo fine campagna. Cerco di fare le cose in ordine, non alla Oliviero:

- L'inizio favoloso. La paura quando si ha poca sanità e si prova a giocare una dimensione alternativa è che manchi l'elemento fondamentale del giochino... la paura. Invece cazzo, c'è stata una prima notte da cacaccio totale. Mostro splendido, rumori ancora di più... la resa del bosco con le ragnatele e le creature dell'abisso... ah cazzo. Cazzo! Presto, a Valle! E poi... le ancore. Ancora ancore al live. Sapere "che il live nasce sulla tua storia" è quello che mi farà sempre preferire questi laive a quelli che "possono esser venduti a tutti".

- L'arrivo nella stanza-prigione è andato nella norma, con i brutes del laive ci siamo presi la stanzina e organizzati a modo nostro. Oliviero era lucido e sano solo quando era violento, e questo live era l'occasione per giocare questa interazione.

- La lieve critica nasce sulla giornata di Sabato. Effettivamente c'è stato un senso di lassismo\vuoto ad un certo punto, e in un laive con gente che ha poca sanità questo rischia di generare anche l'effetto mortorio. Errore interpretativo nostro? Può essere. Errori nostri hanno portato alla sensazione di non aver molto da fare? Può essere.

- Zingheri: ok la tradizione, effettivamente erano un po' fuoriluogo. Però la tradizione è la tradizione. Cosa minchia date quella quest in mano a un hard-core giellennino che vi aspettate? o:

- Ultima notte? OTTIMA. OTTIMA. OTTIMA. Devastante... inquietante. Sperduta.

- Un grande plauso ai PNG\Aiuto Custodi e Cambusa che hanno reso possibile un triplo laive impossibile.

- La campagna: viva la campagna, viva la campagna. Trama bella, e sensata una volta riuniti tutti i fili tra loro. Suggerisco solo, per i primi eventi, di darci più tempo di scoprirci nella nostra normalità prima di infilare in mezzo rituali, satanassi ed esoterismi vari. Immaginate un logaritmo invece che un esponenziale.

E poi qui metto una nota a parte: il finale è stato commovente. Non me lo dimenticherò mai.
Se nella mia classifica di laive incredibili metto sempre in testa il primo Incubus per una concatenazione di eventi, casa, meteo, giocatori, gioco e storia forse irripetibili - tra i finali di laive e di campagna più memorabili metterò in testa probabilmente questo. NARRAZIONE. Bravi tutti i custodi ma bravo sopratutto a Miguel.

Approfitto per fare alcuni appunti su giocatori e regolamento:

- Mi raccomando: la follia, giocatela, rompete i coglioni al gioco degli altri sopratutto. Questo giochino non è un fantasy dove sei un eroe che gioca contro il destino. Qui sei un nulla che non conta nulla, ma che può rompere il cazzo alle altre nullità. Rompete il cazzo. Disturbate. Create disagio con la vostra paranoia. In questo prendo ad esempio un magistrale Edoardo dalla Via, che col suo personaggio HA ROTTO IL CAZZO.

- Regolamento: ragazzi ci siamo. CI SIAMO. Non è da cambiare molto, non è da limare troppo. Funziona, è snello è leggero ma è calzante e propedeutico al gioco. Se posso fare un appunto aggiungo questo:

Il sanguinamento rende il gioco interessante. Ma vincola i giocatori a tenersi stretti medici e pronto-soccorsini.

Propongo di rendere più "facile" l'interruzione del sanguinamento da danno DUO (quindi ENAS dopo 1 ora). Magari rappresentato dal fatto che è una ferita aperta, che richiede un intervento e che richiede poi di stare fermi.

Lascerei necessario il medico\pronto-soccorso skillato su sanguinamento da TRIA (quindi DUO dopo 1 ora) rappresentate di un'emorragia seria.

Perché questo? Sennò si crea troppo la necessità di riempire il gioco di medici, che poi così comuni in fondo non erano.

Con questa piccola modifica, rendendo più accessibile la cura dell'emorragia DUO\ENAS e delle ferite ENAS (ovviamente con tempi di degenza aumentati rispetto a ora e diminuibili skillando pronto soccorso o medicina (la distinzione tra omino di merda e professionista DEVE esistere)) forse si vincola meno il gioco intorno al medico che a volte mi sembra il chierico di AdvancedD&D che corre da una parte all'altra.

Attenzione: questo non è per diminuire la quantità di gioco del personaggio Medico che sicuramente si diverte a fare il ping-pong tra i feriti, ma è solo per renderla meno pantomima.

Magari un medico o un esperto che istruisce qualcuno di meno esperto su come bendare un'altro può creare un certo tipo di gioco che fin'ora è un po' bizzarro, a volte. Ne riparleremo ad una riunione a voce che magari mi spiego meglio.

My 13-yo-veteran-duo-cents
Se la bellezza fosse simmetrica avrebbe indubbiamente tutti gli autovalori reali sul campo

asia
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Re: di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da asia » lunedì 9 dicembre 2019, 10:12

E dopo il sanitas dichiarato ad area dal balocchi per la correlazione tra il terremoto di stanotte e il ritorno di Nyarlathotep, sono pronta a scrivere!
Sarò monotona ma penso vi faccia piacere se mi ripeto: complimenti davvero! Gestire 3 live che funzionino così bene é da pazzi, ma é per questo che non vedo l'ora di arrivare al prossimo live!

Ma procediamo con + e -, come nel classico dei classici!

+ Alla partenza! Quella che ho vissuto io si può definire "una partenza col botto"! Grazie, grazie e ancora grazie! Non penso di poter dire altro: ci avete regalato una cosa bellissima: un errante tutto per noi...e in particolare per me e Claudia! I brividi!!
+ Alla storia della campagna. Ovviamente non avevo capito un accidenti di nulla, ma era complessa, coerente e intrigante!
+ Al bosco della prima notte nell'oscurità senza luna delle nuvole dove non si capiva nemmeno dove s'era!
+ anche a quella della seconda, illuminata dal nostro satellite talmente bene che creava contrasti tra luci e ombre per cui non si riusciva mai a capire se e chi ci fosse nascosto in agguato, rivelandoti nello stesso tempo a chiunque ci fosse!
+ alle ancore...la nostra era, come già detto, da "Romeo e Giulietta scansateve proprio", ma ho sentito anche le altre e mamma mia!
+Al meteo perfetto: ha piovuto quando doveva e smesso con inquietante tempismo.. Clavisomni' special effects!
+ Alla gravidanza e alla Claudia che "e se fosse Edoardo?!" Sanitas!
+ Al mio primo rituale eseguito e officiato da me (grazie Angelica!)
- a me che lo scazzo a cavolo, perché chissà che mi diceva il cervello!
+ Ai PNG, tutti! Credibili quelli in gioco e d'effetto quando in massa: la sensazione d'essere circondati era vera!
+ Ai pg, credibili e approfonditi! Non sto a elencare tutti e tutte le scene, bravi tutti, occhio solo ai fuori gioco (nota anche personle..ops!)
+/- all'inizio del secondo giorno, forse c'è stato poco da fare? Non so, ma a me piace giocare anche di interpretazione e sinceramente mi piace anche la frustrazione che ti dà la consapevolezza di dover fare qualcosa e l'impossibilità di poterla fare..
- ai piani discussi 3 ore e poi non messi in pratica
- a non essere stata cacata dopo che mi ero tolta la parrucca, e non essere state cacate per i baci tra "sorelle"..eppure eravamo in mezzo a diversa gente! Però capisco che ognuno si immerge nel proprio BG, nei propri problemi, nei propri drammi e nella propria perdita di sanità..lo eravamo sicuramente anche noi!

Vorrei ringraziare anche la cambusa, anche se sono stata quasi digiuna perché avevo altro da fare o perché provavo a giocare inappetenza da trauma..certo lo stomaco gorgogliante non mi aiutava ad essere credibile!

Sicuramente ho dimenticato qualcosa, ma per ora basta così!

Buona pazzia a tutti!

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Deus_ex_Machina
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Re: di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da Deus_ex_Machina » lunedì 9 dicembre 2019, 16:12

Eccomi qui a tirare le somme di questo live e finale di campagna.

Ancora tanti tantissimi complimenti ai Custodi per cercare sempre di migliorarsi, per rendere grandi questi eventi e stupirci sempre di più!

Partenze incredibili, "escape room" fantastiche, con scassinamenti,enigmi, traduzioni e misteri, degne di avventure grafiche di altri tempi.
PG e PNG centratissimi tanto da, mi hanno fatto notare nuovi giocatori, da confondere gli uni con gli altri tanto eravamo tutti immersi dentro.

Incredibile la trama, una volta che tutto si è spiegato mi sono tornati in mente i 1000 e più riferimenti disseminati durante questa avventura durata oltre 2 anni!
Quando è arrivato un personaggio affermando di essere "Evandro Cellini" ho percepito la fine imminente, lo sfuggente e misterioso padrone di casa del primo live compare, in carne ed ossa, era tempo di chiudere tutto.
Cosa che è accaduta nel migliore dei modi, con puro teatro che da solo valeva la pena del "biglietto", che sia stato più o meno improvvisato è stato fantastico, certamente anche per il vostro grandissimo coinvolgimento personale.

Piccole critiche e migliorie?
Come già detto la parte degli zingari, beoni e briganti, non proprio da ambientazione lovecraftiana. Dei reietti certo, ma custodi di antichi misteri delle loro terre di origine, occasione giocosa nel senso "non-live", poteva essere sfruttata meglio per coinvolgere un po' tutti nel pomeriggio che per me è stato un po' lungo da affrontare.

Lo ripeto volentieri anche se già stato detto: la sanità! Noi eravamo vecchi PG già mezzi matti e comunque abbiamo smattato con gli zombi, le nostre ossesioni, manie e fobie. A tutti i nuovi, occhio che praticamente TUTTO fa perdere sanità e va giocato da sparare a qualcuno, figurarsi ucciderlo a sangue freddo, a vedere un cadavere, figurarsi qualcuno che si è sparato in faccia, per non parlare di sangue, rituali, bestie varie e ferite! Fare attenzione, pensateci bene: gridate, paralizzatevi, tremate, fate cose senza senso ma giocatela!

Per me le regole per come sono adesso girano bene, ero l'unico dottore a questo live ma va bene così me lo sono meritato di saltare in giro. Grazie anche per il banco del piccolo chimico mi ci sono divertito parecchio!
Occhio al BUG già fatto notare da Beppe, proviamo a trovare qualcosa per legare almeno un minimo di cultura generale all'occulto, archeologia, medicina e biblioteconomia.

Grazie ancora per questa campagna.

Vostro per un'ultima volta,
Dottor Amedeo César Raimondi Ortiz
Amedeo César Raimondi Ortiz, dottore in medicina e farmacologia

"...Ambedue le mie nature erano assolutamente spontanee...."[/i]

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-Nemo-
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Re: di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da -Nemo- » lunedì 9 dicembre 2019, 16:40

Bel finale per una bella campagna, che ho davvero apprezzato e che, riflettendoci, apprezzo sempre più man mano che tornano alla memoria vari aspetti ed episodi emersi durante la narrazione. Bravo Clavisomni!

Guardando nello specifico a questo live, la cosa che ho più apprezzato è il suo significato "di sfondo" che ho percepito: l'assoluta irrilevanza dei propositi, delle volontà e delle azioni umane rispetto a quelle dei Miti. E' riemerso più volte durante il gioco, in conversazioni con altri PG (di sicuro Anna, Asia, Borsatti e il Trizio) e in riflessioni personali.
Quella porta che è stato impossibile varcare con ogni aspetto dell'ingegno umano, dall'astuzia alla forza bruta, e che quando infine è stata varcata lo è stata solo per assecondare il desiderio di un'entità sovrannaturale (che badabene, della porta in sè e del suo significato per noi non si curava affatto), ha rappresentato per me una metafora puramente lovecraftiana. E il suo esser divenuta, almeno per noi "gruppo di fuori", un tal nevrotico feticcio da scatenare una vera e propria mattanza alla sua apertura, non fa che rafforzare la mia opinione. Allegoria riuscitissima, almeno dal mio punto di vista!

Un'altra cosa che ho molto apprezzato è stata la grande possibilità di movimento esterno. Questione di gusti, lo sapete, ma preferisco un bosco buio o una cantina da esplorare a delle pergamene da tradurre. Beh, ho avuto pane per i miei denti. Ho apprezzato sia i momenti di esterno "forzato" come esplorazioni, appostamenti e fughe (bellissimo il tempo passato a sfuggire dai non-morti assieme al gruppo dei disarmati), sia le passeggiate meditative che mi sono fatto con gusto, da solo e in compagnia, che in un caso hanno anche portato alla scoperta della piacevole sottotrama dell'accampamento sardo-tzigano. Bello, davvero!

Il finale, poi, lo ho apprezzato parecchio: ha spazzato via quel senso un pò videoludico di "hahaha, evvai, ho portato il PG vivo a fine campagna!" facendo capire che sì, alcuni PG saranno anche sopravvissuti agli eventi, ma la loro esistenza d'ora in poi sarà solo e soltanto finalizzata all'esser pedine in un disegno che non è il loro. Ancora, l'irrilevanza umana nella narrativa lovecraftiana. Bellissimo. Grazie.

E' stata una gradita conferma quella del trovare elementi di gioco personalizzati per i vari PG. Confesso che, man mano che intuivo la possibilità di trovarci davanti all'ultimo capitolo della storia, ho dubitato che sarebbe stato possibile per il Bacci trovarsi rappresentato in qualcosa, non foss'altro per una mera questione di tempo. E invece, ecco arrivato il rimando alla sua storia, il significato cosmico al suo essere lì, in quel momento e in quel luogo.
Dannazione, mi avete fatto rifare una traduzione, non ne facevo più dai tempi di Alberto Ceragioli; ma che traduzione è stata! Grazie, davvero. Ribadisco che questa cosa del costruire la trama anche sulla base delle storie dei personaggi è uno dei punti di forza del Clavisomni. Sostengo quindi la proposta Magnelli avanzata sopra, di concentrare magari i primi live di campagna su eventi principalmente umani, allo scopo di far meglio risaltare gli aspetti dei singoli background dei PG. Perchè alla fine (anche questa cosa è emersa in varie conversazioni durante il gioco) la storia dietro tutto può avere scala e rilevanza cosmica, ma i nostri PG, da piccoli esseri umani, non la vedono e sono lì per le loro piccole, insignificanti motivazioni personali.

Basta, diamo qualche più e meno e smettiamo di inondare il forum di discorsi a bischero.

++++ Alla preparazione generale del live, come risultato di una campagna articolata e come evento "uno e trino". Una cosa così elaborata può funzionare solo se gestita da gente che sa il fatto suo, e il gruppo dei custodi lo sa eccome!
+++ Al senso di sfiducia tra PG: più volte è emersa una sorta di incomunicabilità tra i due sottogruppi dei PG all'esterno: quelli d'azione e quelli di studio. Solo una collaborazione tra i due approcci avrebbe potuto portare a un "successo", e non c'è stata. Bene, perchè questo è Cthulhu, e non Indiana Jones. Le nevrosi reciproche, la pressione crescente e la sanità mentale in calo, a mio parere, sono state perfettamente rispecchiate in quel "noi" e "loro" che si è formato, con metodi talmente diversi da far scordare di avere un obiettivo comune.
++ Al regolamento, che secondo me adesso gira bene, permettendo di focalizzarsi appieno sulla storia.
+ All'idea delle storie parallele tra dentro e fuori la casa. Finora, eventuali separazioni tra PG erano sempre state una cosa provvisoria: si faceva separati, aspettando poi di riunirsi per il "gran finale". Veder eliminare questo paradigma mi ha dato una ventata di novità, e lo ho apprezzato

Sono assai neutro sulle tempistiche: sì, anche secondo me, per il gruppo di "quelli fuori" il sabato mattina/primo pomeriggio è mancato un pò di brio, ma solo perchè siamo stati fin troppo lenti a deciderci. Magari avrebbe potuto aiutare mandare la ronda davvero intorno a mezzogiorno, invece di aspettare altre due ore. Va detto però che, appena capito che si poteva uscire, il fatto che mancassero "attività organizzate" poteva esser abbondantemente colmato dall'iniziativa personale (almeno per me è stato così).

-- Il cibo. Non tanto per la qualità, che deve essere proporzionata alla situazione e lo è stata. Ma al fatto che abbiamo mangiato in situazioni davvero ridicole, con cadaveri smembrati accanto o appena prima o dopo eventi che combaciano poco con l'appetito. Capisco la sanità mentale bassa, ma allora giochiamola, senza conversare al tavolo come al ristorante.
- OK. Ce ne sono stati un pò troppi, gente. Bisogna fare più attenzione e ricordarci che siamo cento anni fa. Io in primis.

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Daermon
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Re: di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da Daermon » martedì 10 dicembre 2019, 3:15

Rientrato a casa da lavoro, mi verso un bicchiere di grappa, faccio partire Lovecraft nel Polesine di sottofondo e sono pronto per il mio contributo a questo feedback live. Anzi, facciamo così, vi racconto una storia. Non sono mai stato bravo con i racconti brevi, ve lo dico subito.

Questo live mi ha dato tutto. Mi ha fatto vivere tante sfaccettature di un personaggio che ho temuto per molto potesse diventare bidimensionale o una macchietta. Mi ha fatto giocare lo stupore, la presa di coscienza, la convinzione nei proprio ideali e la messa in discussione degli stessi, l'importanza di consolare il prossimo, l'impotenza del prossimo davanti al tuo vuoto inconsolabile, la costruzione di una piramide impossibile, il crollo del monolitico costrutto per una folata di realtà, l'attesa, la crescita delle aspettative e la conquista della cenere di ciò che abbiamo bruciato con la nostra ansia. Tutto. E il contrario di tutto. Come solo un setting Lovecraftiano attentamente riprodotto e saggiamente gestito può offrire. Un cocktail dannatamente difficile da mettere insieme; ma che gusto berlo quando riesce!
Come ogni ottima bevuta ne sento ancora il gusto a distanza di ore, e quasi ne guadagna fatto respirare nel decanter della memoria. Chissà se continuerà a migliorare invecchiando, probabilmente sì.

L'ho detto, lo ripeto e lo farò fino alla nausea, per una volta non ruolata: l'inizio migliore. Del Clavisomni. Di ogni live. Di sempre. Apri gli occhi, sei nell'Abisso, tra "il signor" Nodens e il "signor" Corinzio. Cazzo. Uscite a cacciare il vostro cacciatore. Merda. Ma questo cos'è? Ragnatele, mele, versi angoscianti, corse, richiami silenziosi, urla, corse, ragnatele, a valle, a valle, i pulcini (veri!) torniamo indietro, la crisi, la luce del signore, preghiere, corse, ragnatele, mele, raccoglile, raccoglile tutte, il verso si avvicina, presto, aiutaci, ma non sei tu, ha delle uova, prediamole, presto, i versi, corri, è qui, è qui, è QUI!!!

Un cazzo di incubo meraviglioso, un vortice d'intensità indescrivibile, un gorgoglio di emozioni contrastanti che vogliono andare in molte direzioni, contemporaneamente, e prendono scelte confuse, sbagliate e giuste allo stesso tempo. Non riesco a elencare tutto quello che mi è stato dato da quei momenti, ma la cornice era perfetta e il quadro dipinto da pg e custodi assieme un capolavoro di rara bellezza. A poche ore dall'ingresso in gioco ero già in ginocchio a piangere e combattere per la mia fede, che sembrava trattenermi lì. Maestoso Trizio Luciferino a sussurarmi bisbigli di malia, spazzati via dall'uscita da quel luogo senza aver dovuto sacrificare i miei ideali all'altare della codardia.

Scena magistrale col Della Ratta prete talpa (te la dedico Fiamma :asd: ), che prima mi fa trascrivere un ave maria in un tedesco letto come una lingua alchemica (sicuramente voluto, vero Lore? :asd: ) e poi si gira mentre scrivo facendomi sussultare appena alzo gli occhi e schivo un "porcuddi" che mi sale per la gola ma, fortunatamente, riesco a bloccare sulla bocca! La gioia di risfogliare il libricino di mia sorella e recitarne una preghiera, convinto di averlo riconquistato, per poi scoprire a dito alzato che era solo una dannata visione e non l'avevo con me. Almeno lì mi son potuto sparare il "poccamadòperò"!

Siamo pronti a uscire dall'abisso, ognuno ha affrontato la sua ancora, siamo spossati, provati. Nodens ci apre il passaggio. CHE. CAZZO. DI. FIGATA. Ecco, quella stanza rappresenta il bello di questi live, una bellezza che avevo dimenticato, persa in memorie del passato. Un'intera stanza allestita AD ARTE con effetti di luce, prop a sfare e un intero tesoro perso nelle ragnatele fittissime, un setting che da solo sarebbe valso una mezza giornata di live. Per giocarlo meno di un minuto, credo. STU-PEN-DO!
Credo che sia questo il fulcro della gioia che mi avete dato con questo live: avete osato, avete scommesso tutto in scelte coraggiose che potevano vanificare giorni di lavoro in un battito di ciglia e che invece, cazzo, son proprio per questo impresse indelebili nella mia mente!

Finisce quello che a tutti gli effetti era un minilive memorabile e sbuchiamo nelle braccia di compagni, vecchi e nuovi, afflitti da problemi diversi, più umani, più reali, per niente più banali. Lovecraft arriva nel viso come uno schiaffo, portato dall'altro portentoso Patrizi, nell'impietoso ruolo dello scettico "ma che dici, ma ti ascolti quando parli? Abisso? Io non ho visto nessun crepaccio qui ad Arezzo, figuriamoci un cratere!"
Ci si confronta, si parla, si pianifica, si riposa, si parla, si pianifica, ci si confronta, si parla, si pianifica, costruiamo un castello. Di ghiaccio. Al sole. Si scioglie in un minuto ciò che abbiamo costruito in una decina di ore, dal barlume dell'idea alla sua non-realizzazione. L'inutilità del nostro agire ci travolge come una slavina, ma invece di portarci con sé a valle (a valle, a valle!) ci lascia lì, inerti, increduli. Spogliati dei nostri pensieri più sopraffini ci riduciamo all'espressione più bassa del nostro essere inutili mortali che strisciano a caso cercando un'impronta più grossa nella quale tuffarsi, solo per procurarsi la fatica di doverla risalire, di nuovo, per uscirne.
E ci troviamo a bussare. Testimoni di Ignavia, venditori porta a porta pronti a mostrare un campionario di vergogna invidiabile.

Mossi a pietà escono due maschere. Ed è il terrore. Ubbidiamo alle loro parole senza che lancino alcun incanto, ci disperdiamo, torniamo in casa, fino a quando qualcuno spara coraggio compresso da una canna metallica e ci raduniamo attorno ai cadaveri, iene e condor dei più famelici. Alla fine erano solo umani anche loro. Fatti di carne e imperfezione. Si sciolgono, sono fragili, almeno quanto noi, ci impediscono di studiarli. Siamo ancora nel vuoto. Un abisso creato da noi stessi e composto da quantità infinite di nulla.

Che importa ormai? Tanto vale indulgere nei vizi, dimentichiamo le nostre responsabilità, i nostri progetti e la nostra dignità, gettiamo tutto via, tanto non c'è rimasto niente, cosa possiamo mai perdere ancora? Mi tolgono il vino, vedo dove lo portano, ora vado a prenderlo, oh no mi accompagnano a letto! Dormo. Parecchio. Non c'è più nessuno. Dove sono tutti? Ci sono gli zingari. Ah, ho capito. No aspetta, cosa sono gli zingari? Vivono tutti insieme, senza il concetto di proprietà privata, aiutandosi a campare. Mi convinco che sia una Comunità itinerante. Voglio conoscerli. Eccoti qui, ma dov'eri finito, presto gli zingari vogliono il vino. Aha! Io so dov'è, me l'hanno portato via prima! Glielo porto io!
Bevi, bevi, buca, buca, djindji rindji bubamaro, cknije su ije, ajde mori goj romesa, sa Romalen pucela, Edo ori, fusujesa cudela, devla, devla sacerle, Bubamaru vojte aresle!

Voi miscia lunga? Tu da due bum bum! No, due bum bum troppe. Ti do lei! Ahahaha. Ah. Non scherza? Ehi? Oh?!? Ma che davero?!? OOOHHH! Va via, scappa. Scappa! Non è mica una vacca al mercato! Che fai? Ma nessuno fa niente? Perché l'unico a parlare è uno sbronzo dalla barba buffa? EHI. OOOHHH!!! E niente, lei se ne va. Lui non lo contrasta nessuno.
Eh no. Ora basta. Inizia il litigio. Un litigio tra sbronzi dalla bellezza clamorosa. Scopro a posteriori che io ruolavo. Anche lui, ma un pochino meno :asd: . Un momento di gioco altissimo ottenuto da uno scozzo nato per motivi bassissimi. Arrivo dagli altri. Faccio la spia con tutti. Specialmente con le altre donne. E se lo facesse con te dopo? Sei disposta ad aspettare il tuo turno?!? Se lo mangiano vivo. Brave ragazze.

Ma almeno abbiamo la dinamite, almeno ora entriamo in questo maledetto posto. Sieeeee, ti garberebbe. E via, altra doccia d'umanità. Puzza, è viscida, ti rimane attaccata addosso, il tanfo fa casa nelle tue narici, non puoi più separartene. Poi torna l'irreale. E quasi ti consola sapere che c'è qualcosa a distrarti dalla tua piccolezza. Fuggi nel bosco, trova una via, trova qualcuno che sembra sapere cosa fare, anche un briciolo più di te. Scopri che siete solo un branco di cuccioli spaventati tutti alla stessa maniera, e tutti cercano di fare qualcosa che sanno essere inutile. Ma alla fine in qualche modo trovate gli altri e vi riunite. E c'è un diario, un rituale, l'antico cultista andava portato in salvo (semi-cit.). Grattiamo ancora nel barile delle scarse, pessime opzioni. E stavolta ci riesce. Stavolta siamo dentro. A dare il peggio di noi stessi.

Provi a dissuaderli, ti disperi, li segui, hai paura. Stai scappando? O sono loro a scappare da te? Perché la morte è nei loro occhi e non nei tuoi? Chi sono questi? Chi erano vorrai dire...
Sono morti. Tutti morti. Ed è opera nostra. Chi siamo noi? Chi erano loro? Cosa diventeremo tutti?
Comincia la discesa. Quella vera. Quella ripida. Quella da cui non si torna indietro. La ruota comincia a girare.
Mi lanciano un rituale da studiare. La ruota gira. Mi indicano un libercolo. La ruota gira. Leggo di logge, culti, riti, dei, semidei, sultani ed esseri innominabili. La ruota è inarrestabile. La mia sanità il pedone che attraversa senza guardare. La ruota l'ha travolta. E non accenna a fermarsi. La crisi, vogliono strapparmi il libro di mano durante la convulsione, lo tengo, come non ho mai tenuto nulla prima, ci tengo, come non ho mai tenuto a nulla prima, mi aggrappo all'irreale con tutte le mie forze perché il reale mi ucciderebbe.

Servono dei nomi, io li ho già letti. Li cerco, non li trovo, li cerco, mi confondono, li trovo, mi confondo, li cerco, li trovo, li dico, prendo i soluti. Leggo il rito, qualcosa non torna, daccapo, riproviamo. Abbiamo tutto, metto tutto qui, manca solo da tradurre questo di nuovo, per sicurezza. Ma non basta. C'è altro da fare, mancano pezzi, ci dicono che stiamo affogando nella nostra ignavia, piove sull'oceano. Mi alzo, vado a cercare in tutte le stanze. Trovo solo sconforto. Torno giù. Lei sta parlando. Lo stanno facendo! Hanno tutto. Ma sono ansioso. Sta finendo. Viene via, ce l'abbiamo fatta. Ce l'abbiamo fatta vero? Vero? Cade. Cadiamo tutti. Alcuni cercano di rialzarsi. Io sono stanco di rialzarmi. Sono a terra? Tanto vale strisciare. Ambrogio ci prova ancora. Fa il rito, credo, non guardo più. Non mi interessa più. Non riesco a questo gioco, non voglio più giocare. Ma non ho il coraggio di smettere. Qualcun altro lo ha. Mi chiede di vegliare su di lei. Provo a rialzarmi. Dalla sedia e dalle voragini in cui era sprofondata la mia mente.
Uno sparo. Un nuovo bivio, un nuovo errore. L'urlo, la disperazione mi assale. Avrei potuto fermarlo. Avrei potuto parlargli. Invece l'ho ascoltato, e per questo lui adesso è solo un ricordo.
Basta. Provano a derubarlo. Vattene. Altrimenti? Lo spingo. Si. Cedo alla violenza. Basta guardare, se sono qui è per il mio non agire. Ci separano. Va via, portiamo dentro il corpo. Ho ottenuto qualcosa. Magari l'ha derubato subito dopo, ma non m'interessava quello. Ho ottenuto rispetto. Per me. Per lui. Basta guardare.

Non era nell'abisso che dovevamo lasciare andare la nostra ancora, ma nella realtà. E decido di salpare. Cammino, parlo con le persone. Impugno le armi, le soppeso. Trovo Agostina, mi siedo accanto a lei. Cominciamo a parlare. Scopro un nuovo tepore. Il tepore d'una prospettiva nuova, diversa, il calore di un confronto costruttivo, un contraddittorio pacato, maturo. Nuovo. Respiro, trattengo il fiato. E mi tuffo nel nuovo.
Non mi interessa più nulla. Entrano persone armate e non batto ciglio. Ci sono persone ferite che si nascondono in fondo alla stanza e vado da loro, valuto se salvarli o consegnarli. Non mi interessa. Arriva Oliviero, la afferra, la minaccia con un coltello, lei decide di collaborare con lui e salvarci tutti uccidendo i suoi. Non mi interessa. Cadono come mosche e io osservo il cumulo di corpi crescere. Ho sorriso. Lo trovavo buffo. Nuovo. Divertente.
Facciamo come dice lei, vediamo che succede, aiutamola a compiere l'ultimo atto, voglio vedere il finale.

Che finale! Forse me lo sono goduto poco, sono entrato a secondo tempo avviato, ma quando uno spettacolo merita, merita e basta. E non ti resta che applaudire. Applaudire e ricordare, magari con una storia, anche se non sono bravo con i racconti brevi. E continuare a raccontarla, aspettando il prossimo spettacolo. Stavolta, però, mi guardo anche tutta la pubblicità all'inizio. Sai mai.

Bravi. Davvero. Cazzo!

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Mereia
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Re: di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da Mereia » martedì 10 dicembre 2019, 16:40

Bene bene bene, dal pc posso accedere.

Che dire cari amici,
Questo è stato una degna finale a un esemplare campagna. Ponderata, compatta e innovativa che ha dato ampio spazio a ogni parte del gioco: interpretazione, intelligenza, emozioni etc.
E' stata una campagna tutta tonda, completa.
Ora, parlo soprattutto di campagna perchè io ero una dei sei bloccati dentro la casa e possibilità di gioco l'ho avuta soltanto con mei compagni cultisti. Non posso dire a loro altro che grazie. Alla coppiata del serpente fino al midollo, i quali aspettavo a qualsiasi momento di finire infilzata, all'uomo di chiesa ["Quale chiesa?"] ed i due indecisi. Grazie ancora di cuore, di aver accompagnato Abby nei suoi ultimi passi.
Per gli altri non ho avuto possibilità di interazione, escluso quei pochi istanti dentro o quando abbiamo sentito "Portate la Dinamite!"
Del resto, nella casa abbiamo fatto l'università dei cultisti. Non c'era tempo per ciance.
Grazie anche per tutti i prop che abbiamo trovato e subito (le maschere). Accurate come non poco, precisi nei dettagli. Evviva, evviva la stampante a 3d.
Grazie per il cambusiere, ottimo come sempre, e che senza, avremmo patito la fame brutta.
Grazie di avermi svegliato per la fine della campagna in chiesa. Senza mi sarei sentita vuota.
Grazie ai custodi, che ogni volta si battono per farci divertire. Spero che noi vi abbiamo fatto divertire voi.
Grazie di avermi fatto camminare nelle scarpe di quella sciocca signora vestita di nero.
Grazie Grazie Grazie.

PS. Potrò finalmente raccontarvi del mini live autogestito a casa mia, e il meraviglioso pranzo che tutti i presenti hanno gustato. Ma questo sarà per un altra volta....

Alice.d.d.
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Re: di ritorno da "Gelo" di Anghiari - Fine Campagna

Messaggio da Alice.d.d. » giovedì 12 dicembre 2019, 19:49

Live finito. Campagna finita. Posso iniziare.
Innanzitutto devo ringraziare i custodi che si adoperano per mesi per farci giocare e far andare tutto liscio. Grazie al cambusiere. Grazie ai png.
Avendo giocato nella casa con i cultisti non ho avuto modo di assistere allo svolgimento degli altri due live, ad ogni modo faccio complimenti ai miei compagni di avventure nell' occulto, ai serpenti e non, ragno e al prete di non si sa quale chiesa. Mi sono sinceramente divertita.
Ammetto di essermi trovata un pò spiazzata all' inizio con i rituali, non li avevo mai fatti ma poi ci ho preso gusto nonostante la maschera e la luce flebile per cui leggere le formule rituali diventava talvolta un' impresa. A questo giro il mio personaggio non è stato troppo loquace, dato che si è trovata in un mondo mai esplorato, da conoscere, per cui si è buttata come ha potuto considerando che tutto era in una lingua straniera 😜. Mi è dispiaciuto non avere a disposizione gli alfabeti per tradurre le formule rituali, saremmo stati un po' più veloci.
In ogni caso, giocare in sei mi è piaciuto particolarmente perché ha evitato momenti morti, favorendo un gioco continuo e non stop (eccetto per i momenti di inevitabile crollo nel sonno), permettendo il coinvolgimento di tutti e l'interazione più diretta tra pg. Peccato che siamo finiti tutti male, altrimenti il mio personaggio avrebbe avuto risvolti più "faziosi", sicuramente interessanti, ma non ha avuto il tempo materiale, peccato.
Niente da dire riguardo all' interpretazione generale, i rituali erano molto sentiti, cosa che si percepiva molto a livello recitativo. Mea culpa che non ho sempre mantenuto l' accento straniero durante le formule rituali, specie quelle corali ma mi risultava proprio come una nota stonata.
Unica pecca: la maschera. Bella esteticamente ma alla lunga l'ho trovata fastidiosa, sia per la visuale ridotta (data la luce soffusa), sia perché scaricava tutto il peso sul naso -almeno nel mio caso-. Ma si sa, il live è sofferenza.
Ultimo ma non meno importante: mi ha fatto particolarmente piacere fare il live con giocatori navigati, sia per il mio pg sia come giocatrice, l'ho trovato molto formativo. Da rifare.
Detto questo viva il culto e viva il live.
A presto!
🐙🐙

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