EPILOGO: Incubo di una notte di inizio estate

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Gianni
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EPILOGO: Incubo di una notte di inizio estate

Messaggio da Gianni » giovedì 6 luglio 2017, 13:17

Poche ore dopo l'orrore irreale di tamburi tribali e sangue le vostre menti squassate vengono riportate alla realtà dall'inconfondibile suono di sirene.
In pochi minuti, due furgoni Fiat e due auto circondano l'edificio e militari armati a piedi e a cavallo emergono dalle fronde del bosco scortando sotto la minaccia delle armi quelli di voi che erano fuggiti al suono delle sirene.
Alla vista del cadavere straziato senza faccia e Delle tracce di sangue gli animi si scaldano.
Ordinando immediatamente di allontanarsi dai corpi dei feriti,, qualcuno vi accusa di essere dei sadici pervertiti, altri satanisti assassini, ma è quando un giovane appuntato, pallido come un cadavere scende dalla collina con la divisa sporca di terra e vomito che la situazione degenera "Maresciallo dovrebbe venire a vedere di sopra".
Nel giro di poco succede il finimondo, i militari di ritorno dal luogo del rituale portano un sacco grondante sangue e facce da funerale, mentre siete allineati al muro della casa uno di loro alza il fucile contro di voi e sbotta : "non meritano un processo questi animali! Dovremmo occuparcene ora signore!"
Un uomo in borghese, che fin'ora non avevate notato, irrompe sulla scena, è magro e slanciato, indossa un lungo impermeabile chiaro e aspira con studiata lentezza una Nazionale, gli occhi sono concentrati su una maschera di legno adornata di piume al cui interno sono ancora attaccate porzioni dì pelle umana insanguinata.
"Basta coi giochetti da bambini, portateli dentro.
Ah il collega, quello là, (indica Mugnai) lui viene con noi " .
Venite ammamettati gli uni agli altri e divisi tra i due cassonati, il Mugnai viene caricato su un'auto, a chi si lamenta troppo i militari non fanno mancare mezzi di persuasione fisica come pugni o ceffoni nel caso di signore, è evidente che la maggior parte degli agenti vi disprezzi o addirittura vi tema e non aspetti che un pretesto per non farvi arrivare vivi al processo; solo adesso vi rendete conto che del Caetani del Branchini e di una delle inservienti della casa non c'è la minima traccia, anche quella donna oscena e inquietante pare essersi dileguata.
Arrivati in caserma venite divisi, schedati ed interrogati a lungo, l'uomo magro assiste ad ogni interrogatorio in silenzio ed in disparte, al vostro ritorno Ambra Luperini risulta assente.
Dopo due giorni venite dì nuovo spostati in una cella comune, evidentemente troppo piccola per tutti voi, siete stati nutriti a malapena e non vi è stata data la possibilità di lavarvi, l'odore è orribile.
Umiliati stanchi e disperati per il vostro futuro incerto siete sull'orlo del baratro quando l'odiosa voce del commissario tuona nel corridoio "COSA SIGNIFICA MANCANZA DI PROVE!?"
Il tizio magro con aria impassibile esce fumando dall'ufficio del graduato da cui prorompono grida e insulti e si avvia calmo verso l'uscita portando una valigetta.
Entro poche ore, venite sbrigativamente lasciati andare, non fate domande, lo sguardo carico d'odio del commissario e di alcuni militari vi aiuta ad assaporare meglio l'aria fresca e la luce del sole.
Finalmente liberi, l'incubo è finito!

CUSTODI tutte le armi non legalmente detenute e gli oggetti inerenti al caso sono sequestrati

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