Di ritorno dalla Pernina (Fine Campagna)

Discussioni generali riguardo tutto ciò che concerne il live

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Frizzino
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Re: Di ritorno dalla Pernina (Fine Campagna)

Messaggio da Frizzino » sabato 21 novembre 2015, 11:27

Mereia ha scritto:
Scimmiadrago ha scritto: 10) seguite il Bon Ton anni 30 se siete uomini comuni..fa un sacco atmosfera
Posso proporre una cosa: Facciamo delle serate cinema, di tipo, i film di Alfred Hitchcock ?
Stamattina mi sono alzato e stavo pensando proprio a questo.
Come film di esempio, nonostante il genere non calchi alla perfezione i nostri cari scenari, sceglierei, tra gli altri, The Thin Man, al quale sono molto affezionato per la classe degli attori (intesi sia come... attori che come "intervenuti" nella storia) e il suo essere molto attuale, nonostante abbia "solamente" 81 anni. Pieno 1934.
Potrebbe essere un appuntamento irrinunciabile al quale presenziare, con cadenza trimestrale o giù di lì, strutturato con un format del tipo "pomeriggio film, pseudodibattito, cena per chi resta".

Altro suggerimento, di ormai sbiadita memoria.
Ricordo che ai (bei) tempi in cui riuscivo ad essere custode, se leggevo Lovecraft durante il periodo delle sessioni, il gioco ne guadagnava in modo esponenziale. L'atmosfera era diversa, e ce ne potevamo accorgere tutti. La stessa cosa valeva per i miei giocatori. Naturalmente questo suggerimento è per i giocatori e non per i Custodi Clavis, che sanno certamente come nutrirsi.

La benzina nel motore è importante, ma anche il filtro dell'aria.
Aurelio Tremonti, durante i live Clavisomni, usa solo Cuoio Arfango, colonia per uomo:
"Una goccia di Cuoio Arfango, per esser lesti nella questua dei più antichi cimeli"
Arfango Italia. Dal 1902.

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Re: Di ritorno dalla Pernina (Fine Campagna)

Messaggio da Frizzino » sabato 21 novembre 2015, 12:32

Adesso il commento vero.

Ciao ragazzi, mi siete mancati.



Pensate davvero che il Signore degli Anelli meritasse 4 oscar per il primo film, 2 per il secondo e 11 per il terzo?
Lo squilibrio che si è venuto a creare è stato dettato davvero da un'altalente qualità generale, oppure si è condensato tutto quanto verso la fine?

Leggendovi tra queste pagine, per quanto concerne la campagna, pare sia andato al contrario, almeno per l'ultimo appuntamento con l'inevitabile follia.

Preferirei analizzare il gioco nella sua integrità, arrivati alla fine, e non nel suo ultimo pezzo, anche se mi troverete sicuramente d'accordo con qualche "sottolineatura" portata all'attenzione di noi tutti in queste ultime ore.

L'approccio lato giocatori.
Il giocatore medio si è sempre avvicinato all'evento (anche molte settimane prima dello stesso) con un pathos incredibile da rendere ad un profano. La sensazione di qualcosa di grande che stava per essere incrociato sul nostro cammino ne è risultata densa, palpabile, godibile. Vorrei porre molta attenzione su questo punto.
Noi giochiamo mediamente da due a (in più rari casi) cinque volte all'anno. Ne deriva che il game time, per motivi fisiologici, è molto ridotto rispetto alla vita comune di ognuno di noi. Eppure la percezione che ne deriva è diversa, distorta, inesorabilmente protratta nel tempo. Questo sistema, da quando si è dotato di certe meccaniche intralive, si è impregnato di ambra grigia.
Nessuno ha messo alla luce cosa significhi un tale passo in avanti: noi non abbandoniamo praticamente mai i nostri beniamini, c'è sempre un filo diretto mentale, ludicamente parlando, con gli intrecci, non abbiamo mai la svilente sensazione di dover ricominciare tutto daccapo, nonostante per forza di cose alcuni indizi possano svanire e vadano ripescati a distanza di mesi, nei modi che preferiamo (appunti, ricordi, confronti). C'è un "Ma". Il dispendio di energie che è richiesto all'organizzazione è tangibile, enorme, talvolta necessitante un impegno che rasenti la professionalità più spiccata e assoluta. Per l'approccio lato custodi rimanderei a qualche parere sicuramente più pertinente ed autorevole del mio, essendo io un "utente finale".

La "Cassettiera".
Ebbene sì. In effetti c'è stato un bel po' di cui chiacchierare, in questa settimana dove il ronzio nelle nostre teste ci ha suggerito di comprare un'arnia per tentare di levarci di testa tutto 'sto casino.
Molti personaggi, situazioni, singolarità paiono esser restate in sospeso. Mi associo. Ma non del tutto.
In ogni buona storia che si rispetti ci sono molti particolari che la fanno pulsare di vita propria in virtù della mancanza di una reale spiegazione. Sempre più spesso noto che,in firma, diversi di noi sposano il verbo secondo il quale la paura più grande è quella dell'ignoto. Parafrasando: l'interesse, il mistero, l' "ooohhh!" di meraviglia che è in ognuno di noi è come un bonsai fragile e delicato, soprattutto in un LARPG: va sapientemente coltivato, nutrito, mantenuto. Alcuni dettagli ci stanno facendo parlare ininterrottamente da ore su chi potrebbero essere stati gli altri Ythiani, o che fine abbia fatto Ventisette, o altro ancora. E probabilmente continueremo per molto altro tempo ancora. Non è forse l'aroma di esotico e sbiadito che contribuisce a rendere leggendaria una campagna mai del tutto irrisolta nei suoi risvolti più oscuri?
Ma è anche vero il contrario...
Certi particolari potevano forse esser svelati con sottigliezza, dando una pennellata talmente sottile da dover far acuire lo sguardo anche al più attento osservatore, non tralasciandola al caso o alle elucubrazioni dei giocatori.
Questioni di equilibrio che, alla luce di quanto venuto fuori sul nostro beneamato forum, saranno sicuramente prese in attento esame dai Custodi.

La conclusione.
Dovuta premessa: nonostante abbia avuto la fortuna di vedere dall'inizio alla fine la campagna (a parte un paio di occasioni dove non potevo venire o non ero previsto dalla trama), posso commettere pure io grossi errori di valutazione.
La mia idea finale è stata la seguente.
L'ultimo live, dotato di una intensità particolare, e vissuto da me in modo speciale in quanto il mio personaggio aveva preso una inesorabile e delirante deriva, mi ha restituito una coscienza di impotenza, quasi di inutilità, una sorta di passaggio delle consegne che si stava consumando "a favore" di nuove personalità da poco incontrate. Sto parlando "in game", se ve lo state chiedendo. La gelosia nel veder impicciare nei miei affari fascisti e presunti turisti dell'ultim'ora aveva irritato il Dottore, e persino la presenza di Sabatino gli aveva fatto additare al complotto ("Perchè, caro D'Orazio, il meccanico che lavora a duecento metri da casa mia si è trovato su questa corriera? Non ha senso, non posso fidarmene assolutamente, c'è sicuramente qualcosa sotto, siamo controllati, seguiti, pedinati!"). Dal punto di vista del gioco più puro è difficile inserire in una trama del genere nuovi giocatori, senza sacrificare qualcosa in termini di plot, e così, a mio avviso, è stato. D'altra parte non era possibile richiedere alla nuova linfa di fare da tappezzeria (insanguinata...) durante una tre giorni di siffatta levatura. Si ritorna alla sopra citata tematica dell'equilibrio.
Volendo fare l'avvocato del Diavolo, e riportando una riflessione di Draneth (Padre Stefano Ravaioli, parroco di Santa Lucia (Faenza)) a bocce ferme, poteva sembrare quasi una specie di ponte tra due campagne, fossero restati vivi i nuovi, per poter far giocare ancora un po' con i loro amati "burattini" i nuovi arrivati. Non me la sento, tra l'altro, di condannare il fatto che i "vecchi", o alcuni di essi, abbiamo potuto sentire il tempo che avanzava per metterli da parte, e lasciare spazio a nuove vite di cui nutrirsi, ineluttabilmente.

La qualità.
Qui si va fuori dal concetto di campagna, live, evento, serata e quant'altro dir si voglia.
Qui si parla di persone, intenti, animi, amici.
Come avrete potuto constatare sono un buon compagno di conversazione, a cui non manca mai una parola o una riflessione.
Questa volta voglio fare eccezione, e chiudere dicendo che anche a me, dall'emozione, manca la parola.
In quattro anni ho conosciuto una marea di uomini e donne che hanno contribuito indelebilmente a farmi crescere interiormente attraverso un gioco.
Perdonate la sintesi su almeno quest'ultimo punto, e accontentatevi voi tutti di uno sconfinato

Grazie, e arrivederci alla prossima avventura!

Vostro
Dottor Luca Americo Rossi Bravi


ps: non crediate di liberarvi del mio Cuoio Arfango e della mia Acqua di LARB: pieghe spazio temporali faranno in modo che non ne restiamo mai sprovvisti!
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Portaphobia
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Re: Di ritorno dalla Pernina (Fine Campagna)

Messaggio da Portaphobia » sabato 21 novembre 2015, 23:55

Dico la mia.

Quello che penso in merito al live riguarda proprio la sua dimensione strutturale e visione di gioco e preferisco parlarne personalmente con i custodi, anche se le cose tendenzialmente cambiano, ne meglio, ne peggio, cambiano e basta e non ci si può far niente. Questo non è più il "mio" clavisomni e non ci posso fare niente, mettersi qua a fare il punto su tutte le cose che vorrei fossero in un altra maniera servirebbe solo a farmi notare quanto detto or ora, e l'unica cosa da cambiare resterei io, perché tutto torni.

Invece mi rivolgo ai giocatori, perché è una dimensione più magmatica, specialmente i più o meno nuovi, e può aver senso fare considerazioni che se ritenute ammissibili possano generare uno spunto di riflessione.

- Il gioco di ruolo non può MAI imporre una visione trascendentale della realtà in cui gioca il personaggio, che influenzi l'interpretazione del giocatore il quale autenticamente e con un gioco onesto riflette la sua psiche e le sue azioni su di essa.
Il bene comune non è una regola del gioco, la collaborazione non è una regola del gioco, il buonsenso mentale del personaggio non è una regola del gioco, TROVARE DELLE SOLUZIONI AL GIOCO NON è UNA REGOLA DEL GIOCO.

- Il personaggio non è il giocatore. Il giocatore non è il personaggio, Catarsi, coinvolgimento, emozioni, rammarico, esaltazione ecc ecc ecc che svelano il giocatore dietro il personaggio sono cose comprensibili ma MAI accettabili nella dinamica portante o nel cuore interpretativo di un live.

- Il limite tra l'assassinio motivato in gioco dall'interpretazione autentica e onesta del giocatore e un PK (player killer) non potrà mai essere teorizzato alla perfezione se la teoria è ascoltata in malafede o con la coda di paglia. Tuttavia ogni giocatore di ruolo degno di questo nome ne conosce dentro di se la differenza tanto bene quanto la differenza tra un colpo critico e un fallimento critico in D&D. TUTTI.
Il resto che viene detto in merito è aria fritta. Solo il PK sa, nel suo intimo di esserlo e sa anche chi lo ha capito dall'esterno.

- Alcuni, non pochi, giocatori, hanno una visione confusa del gioco e dell'interpretazione. Anche qui, ogni volta che dietro una giocata ma soprattutto una non giocata sentite che c'è qualcos'altro, provate a capire se si tratta dell'opportunismo del giocatore.
Come ho sempre detto, tutti sono bravi a interpretare davanti a un fuoco con un bicchiere di vino in mano e una sigaretta nell'altra. Farlo quando avete il rischio, o la stessa morte che vi soffia sulle spalle o vi guarda dritta negli occhi davanti a voi nella prossima battaglia o nello sguardo del prossimo nemico fatale, beh, è un altra cosa. Chiedetevi, quanti personaggi un quelle situazioni diventano giocatori in costume?

- Edo non sono d'accordo che interpretare una sanità bassa equivalga a non giocare, equivale a cambiare il "piano" in cui si gioca.

Concludo.

Prendete queste mie parole per quello che sono, non sarò cavalleresco ma non so che farmene della morale, quindi se colpisco mi aspetto in giustizia semplicemente un colpo di reazione, che sia più debole, pari o più forte del mio.

Saluti :-)
La mattina, il sole sfavillò sulla spada di bronzo. Non rimaneva più traccia di sangue.
«Lo crederesti, Arianna? – Il Minotauro non s’è quasi difeso».

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Re: Di ritorno dalla Pernina (Fine Campagna)

Messaggio da Draneth » domenica 22 novembre 2015, 16:42

Brunilde ha scritto: Per colpa di Amelia Stagni sono diventata una volontaria di un'organizzazione (la Croce Rossa) che ora mi sta dando molta soddisfazione, per colpa sua mi sono innamorata della cultura ebraica, ho letto una vagonata di roba su di essa e ho rotto le palle a chiunque mi stava intorno (e continuerò a farlo sappiatelo) e ora sono una persona infinitamente più ricca; per colpa sua ho rivisto la storia da un altro punto di vista.
Ora che ci penso in effetti mi spiego le domande storiche che mi hai fatto a San Marino :asd:
Peccato che tu mi abbia dato il lá ed io abbia parlato di storia tedesca ed italiana per la mezz'ora successiva. Che ci posso fare? Se mi metto a parlare di certi argomenti iniziò a fare connessioni mentali e non mi fermo piú. Spero ti sia stato almeno un pó utile!
Padre Stefano Ravaioli, parroco di Santa Lucia (Faenza)

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Re: Di ritorno dalla Pernina (Fine Campagna)

Messaggio da She.Who.Crawls » martedì 24 novembre 2015, 17:36

E' già stato detto praticamente tutto quindi non mi ripeto dicendomi semplicemente d'accordo con chi ha fatto notare che i ruoli dei giocatori fossero troppo separati e che chi non rientrava nelle 'caste' armi/rituali aveva davvero ben poco da fare, almeno per quanto riguardava la trama stessa.
Il mio pg, essendo uno dei ritualisti di Valnera avrebbe potenzialmente potuto far parte del gruppetto di cultisti se avessi voluto fare metagaming per 'stare nell'azione' ma restando fedele all'indole del personaggio me ne sono tirata fuori e in questo caso devo davvero ringraziare tutti coloro con cui la povera Sandrina ha avuto l'occasione di interagire al di fuori di sparatorie e rituali perchè ho assistito davvero al gran bel giocare dei veterani, ho acquisito 'per sentito dire' delle nozioni su quanto successo nei live di campagna precedenti e mi sono fatta un quadro generale molto interessante con la possibilità di contribuire con le -poche- esperienze del mio personaggio ma al tempo stesso di approfondire il background degli altri in quanto ci siamo messi a parlare di cosa ci avesse portato lì e delle disavventure passate. In sostanza, per me la parte migliore del laivve è stata l'interazione con gli altri giocatori che a parer mio avevano palesemente tanta voglia di giocare nonostante fossero tagliati fuori dai ruoli chiave della storia.

La pecca più grande, e questo CI TENGO A SOTTOLINEARLO lo dico NON da giocatrice di ruolo ma in quanto lettrice/cultista/studiosa/nerd/appassionata di Lovecraft e Weird Fiction (per chi non lo sapesse, il motivo per cui gioco CoC cartaceo e llllaive con voi è il mio grandissimo amore per la mitologia e le atmosfere di Lovecraft, non perchè sono una larpista di per sè): il fatto che ci siano i mostroni, non significa che si debba sottovalutare la capacità destabilizzante dei personaggi umani.
Il Diacono che se ne andava in giro come 'uno di noi' era veramente tremendo. Per quanto in guisa umana, è pur sempre l'avatar di un'entità per noi inconoscibile ed inarrivabile, qualcosa che ci dovrebbe spaventare SOLO a pensarci. Mi rendo conto che un conto è leggere scritte da qualche parte questo tipo di sensazioni e un conto è riproporle in un live, però non penso che un -X sanità chiamato dai custodi per la prima apparizione del Diacono, magari con annessa descrizione di un senso di disagio, un abbassamento di temperatura o chessò io. E sopratutto avrei centellinato la sua presenza molto di più, facendolo apparire solo se chiamato, facendolo parlare a mò di papa francesco da una finestra o comunque facendo in modo che i suoi messaggi ci arrivassero in modo meno colloquiale rispetto a com'è stato.
Suvvia ragazzi, ad un certo punto abbiamo pure avuto l'incarnazione terrena di Agomorfon o come si chiama seduta sul muretto a farsi la sigaretta mentre conversava amabilmente coi pg. Non fa niente se il tale aveva intenzioni coincidenti con le nostre e quindi nella nostra ottica poteva esser considerato 'buono', semplicemente non è così che secondo me dovrebbero essere gestiti personaggi di questo tipo.

Detto questo, nell'insieme mi sono divertita molto e la prima nottata è letteralmente volata (la seconda, diciamolo, non esattamente :P) e ci sono stati parecchi momenti epici tra cui l'assalto all'armeria con conseguente arrivo trionfale della mitragliatrice, il primo agguato delle ombrine, l'esplorazione della proprietà alla ricerca degli oggetti per il rituale e pure l'arrivo stesso, con noi che ci sperdevamo e che arrivavamo alla casa a scaglioni, aggiornandoci l'un con l'altro su cosa c'eravamo persi. Momento migliore se proprio devo dirlo, è stato l'inizio, quando io e il mio drappello abbiamo assistito da lontano alle urla del primo gruppo, abbiamo spento tutte le luci e proseguito al solo chiarore dell'illuminazione della casa fino a vedere la sagoma della creatura stagliarsi nera contro la facciata :) davvero epico, quasi da film!
Per il resto, io oltre che niubba penso d'essere anche una giocatrice atipica, in quanto pur non giocando di ruolo quasi mai leggo molto spesso i manuali/avventure della chaosium e lavoro QUOTIDIANAMENTE con le storie originali di HPL, C.A Smith, R.W Chambers, Ligotti etc etc e quindi ho probabilmente delle priorità diverse quando vado a valutare un'esperienza come il laiv.
In ogni caso, il tutto è valso abbondantemente il prezzo del biglietto e non vedo l'ora di giocare di nuovo :)
-- Nyarlathotep is not the only one to wear masks. To survive in this world, we all need many. --

Draneth
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Re: Di ritorno dalla Pernina (Fine Campagna)

Messaggio da Draneth » mercoledì 25 novembre 2015, 19:29

She.Who.Crawls ha scritto:E sopratutto avrei centellinato la sua presenza molto di più, facendolo apparire solo se chiamato
In realtá io parlando con lui gli chiesi se avevamo possibilità di chiamarlo e lui mi disse che per il giusto prezzo poteva insegnarmi a farlo. Ovviamente dissi no e lo tenni per me fino a tarda seconda notte quando l'ho fatto presente alla Signora Arena, che mi guardò malissimo quando seppe che avevo detto no.

Teoricamente quindi di poteva fare
Padre Stefano Ravaioli, parroco di Santa Lucia (Faenza)

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